Alpinismo

Corso di Alpinismo su Cascate di Ghiaccio

La Scuola di Alpinismo, e Arrampicata Libera “Del Piceno” delle Sezioni CAI di Ascoli Piceno, Fermo, San Benedetto del Tronto, organizza un corso avanzato di Alpinismo su cascate di ghiaccio AC1, che si svolgerà nei mesi di gennaio e febbraio 2014 (dal 10 gennaio al 2 febbraio).

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1° Corso di Alpinismo Base


Sono aperte le iscrizioni per il 1 Corso di Alpinismo base organizzato dalla Scuola di Alpinismo e Arrampicata Libera del Piceno

Il corso inizia il 5 aprile e termina il 31 giugno ed è rivolto a tutti coloro che vogliono iniziare la pratica dell'Alpinismo. Le uscite saranno effettuate sia su terreno innevato sia su roccia. 
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Palmares (salite di rilievo)

foto

1956 - Tito Zilioli sulla Direttissima al Colletto

In questa sezione abbiamo raccolto le prime ascensioni, prime ripetizioni e salite extraeuropee.
L'elenco è ancora incompleto e in fase di aggiornamento.

L’elenco è formato sulle conoscenze dei compilatori all’ottobre 2008: eventuali aggiunte e/o proposte di rettifica vanno inviate alla Scuola di alpinismo presso la Sezione di Ascoli del CAI.

I precedenti

Se è vero che nel 1958 ha luogo il primo corso di roccia è altresì ovvio che l’Alpinismo ad Ascoli nasce molto prima, riportiamo di seguito i principali avvenimenti accaduti prima del 1958.

7.1.83: viene fondata la Sezione CAI, presidente dr. Luigi Mazzoni. Nei primi anni gite sociali notturne alla Montagna dei Fiori, alla Sibilla, al Vettore; piccoli gruppi di soci salgono Pizzo di Sevo, il Vettore e il Gran Sasso.

Estate 1929: Gino Segato, dipendente del-l’UNES trasferito ad Ascoli da Oropa, sale per la prima volta, con gli ascolani Gino Olivieri, Paloni e Zorzi, il Dito del Diavolo per la paretina sud e poi, ancora con Olivieri, altra falesia a San Vito.

1934-1955

26.3.1934 Marco Priori con il maestro di Cortina Sisto Gilarduzzi effettua la prima traversata in sci della cresta del Redentore.

26 agosto 1934 Bucciarelli, Vassura, Morganti, Iachini: Vettore, versante SE, ‘direttissima’ (probabilmente ‘via del canalino’) , m. 1350, passaggi III , prima salita.

Settembre 1939 salgono sulla paretina sud del Dito del Diavolo, slegati e scalzi, i giovanissimi Arnaldo Odoardi, Sandro Poli, Saverio Cotellessa e Franco Scatasta.

Nello stesso periodo salgono sul Dito anche Ercole Balestra e Marco Quintili.

1945 Tullio Pallotta, ufficiale degli alpini in Russia, sale il Dito del Diavolo per vie nuove ed anche in artificiale e vi fa scuola di roccia a giovani ascolani diffondendo in città la pratica dell’arrampicata.

Estate 1949 Pallotta sale con la moglie Paola Panichi la via Chiaraviglio-Berthelet al Corno Piccolo e fa conoscere poi il Gran Sasso ai suoi giovani allievi.

Estate 1951 Ercole e Francesco Saladini e Claudio Perini salgono legati il Gran Gendarme per camini a nord della direttissima al colletto e raggiungono poi il Pizzo del Diavolo per un itinerario non identificato.

Ottobre 1954 Francesco Balena, Mario Lupi e Carlo Mariani si diplomano portatori ad un corso eccezionalmente tenuto dal CAI centrale sul Gran Sasso , conducendo poi giovani amici sul Corno Piccolo.


1956

inverno Achille Puleggio, Dino Martelli, Emidio Filipponi, Ignazio Castellani: Vettore, versante SE, via del canalino, 1300 m, PD+ , prima invernale.

Inverno 1955-56 Ignazio Castellani, Dino Martelli, Emidio Filipponi ed Achille Puleggio salgono la via del Canalino al Vettore, prima ascensione invernale ascolana.

9 agosto Tito Zilioli e Maurizio Calibani; Vettore, Pizzo del Diavolo, Direttissima al Colletto, c.a., prima ripetizione.

Estate 1956 Tito Zilioli sale da primo, con Castellani e Maurizio Calibani, itinerari di roccia sul Corno Piccolo tra cui la via dei Triestini, rivelandosi il migliore alpinista ascolano del momento.

inverno Achille Puleggio, Dino Martelli, Emidio Filipponi, Ignazio Castellani: Vettore, versante SE, via del canalino, 1300 m, PD+ , prima invernale.


1957

estate Claudio Perini e Tito Zilioli: Vettore, Pizzo del Diavolo, raccordo tra direttissima al Colletto e spigolo Bafile, 40 m, III+, prima salita.


1958

30 marzo Tito Zilioli, Claudio Perini, Francesco Saladini c.a., Pinetta Teodori: Vettore, versante SE, via del canalino, prima ripetizione invernale.

24 agosto Claudio Perini e Maurizio Calibani, c.a.: Vettore, Pizzo del Diavolo, via ‘GAP’ alla Punta Maria, 220 m, III+, un passaggio IV+, prima salita.

31 agosto: Maurizio Calibani, Francesco Saladini, Marco Florio effettuano la prima ripetizione della via GAP.

7 settembre Ignazio Castellani, Claudio Perini, Maurizio Calibani, Francesco Saladini: Gran Sasso, vetta orientale, spigolo NE all’anticima, prima ripetizione.

21 settembre Maurizio Calibani, Francesco Saladini: Vettore, Pizzo del Diavolo, parete N, direttissima, prima ripetizione.


1959

28 giugno Marco Florio, Giuseppe Raggi e Vincenzo Giorgioni: Vettore, Pizzo del Diavolo, variante alla via del Camino sulla parete E, 60 m, III, passaggi IV, prima salita.

16 luglio Maurizio Calibani e Claudio Perini, c.a.: Vettore, Pizzo del Diavolo, via ‘centrale’, 380 m, III+, passaggi IV, prima salita.

18 luglio Marco Florio, Francesco Saladini: Vettore, Pizzo del Diavolo, parete E, via Vittorini-Berardi, prima ripetizione.

19 luglio Marco Florio-Maurizio Calibani: Vettore, Pizzo del Diavolo, Direttissima alla parete est, 400 m, IV+,pass. V e V+, prima ripetizione.

31 agosto Marco Florio-Maurizio Calibani; Vettore, Pizzo del Diavolo, Gran Gendarme, Via Moretti-Mainini (Direttissima alla Testa), 160 m, V, pass.V+ e A1, prima ripetizione.

10-11 settembre Marco Florio e Maurizio Calibani: Vettore, Pizzo del Diavolo, via ‘Florio-Calibani’ al colletto del Gran Gendarme, 100 m, V, passaggi V+ e A1, prima salita.

13 settembre Marco Florio e Maurizio Calibani: Vettore, Pizzo del Diavolo, il Castello, variante alla via della Riga, 70 m, IV, passaggio IV+, prima salita.

17 settembre Francesco Saladini e Claudio Perini, c.a.: Vettore, Pizzo del Diavolo, ‘via della fessura’ alla parete N, 300 m, IV, un passaggio IV+, prima salita.

17 settembre Marco Florio e Maurizio Calibani: Vettore, Pizzo del Diavolo, ‘direttissima’ alla Punta Cichetti, 200 m, IV+, passaggio V, prima salita.

4 ottobre Marco Florio e Maurizio Calibani: Gran Sasso, Corno Grande, vetta Orientale per parete E, variante alla via D’Angelo-Narducci al 3° Pilastro, 250 m., IV, un passaggio IV+, prima salita.

31 dicembre Maurizio Calibani, Luigi Romanucci e Marco Florio; Francesco Saladini, Pinetta Teodori e Claudio Perini, c.a.: Vettore, cresta del Galluccio (foto sotto),1280 m, AD-, prima salita.


1960

6 gennaio Marco Florio e Ugo Capponi: Vettore, versante E, cresta ENE alla Cima di Pretare, 1100 m, AD-, prima salita.

22 maggio Marco Florio e Ugo Capponi: Vettore, Cima del Redentore, Scoglio delle aquile, via ‘Florio-Capponi’, 200 m, III, prima salita.

15 agosto Marco Florio, da solo: Gran Sasso, Corno Piccolo per parete N, via ‘Marco Florio’, 200 m., IV, un passaggio IV+, un passaggio V-, prima salita.

28 agosto Marco Florio e Maurizio Calibani: Vettore, Pizzo del Diavolo, via ‘Florio-Calibani’ alla parete E, 380 m, IV, un passaggio V, prima salita.

dicembre Ugo Capponi e Luigi Romanucci: Vettore, versante SE, via Marsilii, prima invernale.


1961

12 marzo Giuseppe Raggi e Ugo Capponi: Vettore, Pizzo del Diavolo, parete N, prima invernale.

12 marzo M. Florio-Maurizio Calibani assieme a Luigi Mario-Emilio Caruso (SUCAI Roma); Gran Sasso, Vetta Orientale, via Jannetta, 1400 m, prima ripetizione.

19 marzo M. Florio e M. Calibani: Gran Sasso, Corno Piccolo, Punta dei Due, via Gervasutti, prima invernale.

luglio Marco Florio e Giuseppe Fanesi: Vettore, Pizzo del Diavolo, variante alla via Florio-Calibani sulla parete E, 60 m, IV, un passaggio V, prima salita.

13 agosto Marco Florio e Maurizio Calibani: Gran Sasso, Corno Piccolo, cresta O, Spalla media, variante alla via Consiglio-Morandi-De Ritis, un passaggio IV+, prima salita.

1 ottobre Francesco Saladini e Marco Florio, c.a.: Gran Sasso, Corno Piccolo per parete N, via ‘Saladini-Florio’, 160 m., III, un passaggio IV-, prima salita.

3 dicembre Marco Florio e Maurizio Calibani, Gran Sasso,Corno Piccolo, parete est, 300 m, via Jannetta, prima ripetizione invernale.


1962

22 luglio Marco Florio-Maurizio Calibani, assieme a Mario Lopriore, Franco Duprè, Chiaretta Ramorino (SUCAI Roma), Gran Sasso, Vetta Orientale, parete est, via Jovane-Mario, 550 m, IV, pass.V, prima ripetizione (dalla cengia).

9 settembre Giuseppe Fanesi, Francesco Saladini: Vettore, Pizzo del Diavolo, parete E, via di mezzo, prima ripetizione.


1963

17 e 18 marzo M. Florio e M. Calibani: Gran Sasso, Vetta Orientale, cresta N, via D’Armi-Sartorelli, prima invernale).

1 settembre Francesco Saladini: Vettore, versante SE, via Marsilii, prima solitaria.


1964

6 gennaio Marco Florio e Francesco Saladini: Monte Vettore, Pizzo del Diavolo, Punta Cichetti e parete E, prima invernale.

24 gennaio Francesco Saladini e Alessio Alesi: Vettore, Pizzo del Diavolo, Canalone Maurizi alla Punta Maria, 350 m, AD, prima salita.

7 maggio Marco Florio e Giovanna Forlini: Vettore, Pizzo del Diavolo, Punta Cichetti, via ‘Giuliano Rapetta’, 200 m, IV+, passaggio V-, prima salita.

14 giugno Francesco Saladini e Alessio Alesi: Gran Sasso, Corno Piccolo per parete N, via ‘Saladini-Alesi’, III, prima salita.

21 giugno Marco Florio, Alessio Alesi e Francesco Saladini: Gran Sasso, Corno Piccolo, parete N, via ‘Gigino Barbizzi’ , 150 m., III+ e IV, prima salita.


1966

6 febbraio Francesco Saladini e Francesco Bachetti: Vettore, Pizzo del Diavolo, via GAP alla Punta Maria, prima invernale.

Inverno 1966-67 o 1967-68 Giuseppe Fanesi, Maurizio Calibani: Vettore, Pizzo del Diavolo, parete Est, via Centrale e via del Camino, prima invernale.


1967

26 febbraio Giuseppe Raggi e Francesco Bachetti: Vettore, Pizzo del Diavolo, via Bafile alla Punta Cichetti, prima invernale.

29 giugno Giuseppe Fanesi e Francesco Bachetti: Monte Camicia, parete N, via Panza-Marsilii - con variante diretta nella parte superiore di 300 m, IV+ e tratto di V+, seconda ripetizione.

20 agosto Francesco Bachetti e Federico Pagnini: Gran Sasso, Corno Piccolo, per parete E, via ‘diretta al torrione Aquila’, IV, passaggi IV+, un passaggio di V, un passaggio VI-, prima salita.

3 settembre Francesco Bachetti e Maurizio Calibani: Gran Sasso, Corno Piccolo, parete N, via ‘X’, 120 m., IV con tratti V+.

24 settembre Francesco Bachetti, Piero Piazza e Lucio Acciaccaferri: Gran Sasso, Corno Piccolo, parete E, via ‘diretta alla finestra’, 150 m., IV, 2 tratti V e V+, prima salita.

settembre Francesco Bachetti, Pasquale Iannetti, GAT-CAI Teramo ed Ettore Bilancetti, GAT-CAI Teramo: Gran Sasso, Corno Piccolo, parete E, variante alla via Ferrante-Paternò, 30 m., IV+, prima salita.


1968

15 settembre Marco Florio, Francesco Saladini e Giancarlo Tosti, GAP-CAI Ascoli (con Fernando Di Filippo e Salvatore Tirabovi, GAT-CAI Teramo): Gran Sasso, Corno Piccolo, parete N, via ‘Che Guevara’, 120 m. III e IV+, prima salita.

15 settembre Francesco Bachetti, Silvio Verani, GAT-CAI Teramo e Gino Amighetti, GAT-CAI Teramo: Gran Sasso, Corno Piccolo, Punta dei Due, parete E, via ‘a destra della Ciai-Pasquali’, IV, IV+, un passaggio V+, prima salita.

27 settembre Francesco Bachetti e Maurizio Calibani: Gran Sasso, Corno Piccolo, parete N, via ‘Bachetti-Calibani’, 150 m., III+ e IV, prima salita.

28 settembre Francesco Bachetti e Giuseppe Fanesi: Gran Sasso, Corno Piccolo, parete N, ‘via Bachetti-Fanesi’, 200 m., IV e IV+, prima salita.

29 settembre Giuseppe Fanesi e Francesco Bachetti, c.a.: Pizzo Intermesoli, Vetta meridionale, parete E, Pilastro di centro, via ‘Gino Amighetti’, 400 m., IV+, 2 passaggi V+, prima salita.


1969

26 gennaio Francesco Saladini, Maurizio Calibani, Vettore, versante ENE, 1100 m, prima salita

8 agosto Francesco Bachetti, Ugo Vitali Rosati, CAI Fermo, Attanasio De Felice, GAT-CAI Teramo: Gran Sasso, Corno Piccolo, parete N, via ‘del bombardamento’, 130 m., III, IV, un passaggio V, prima salita.

10 agosto Francesco Bachetti, Angelo Passariello, CAI Tivoli, Alessio Alesi e Attanasio De Felice, GAT-CAI Teramo: Gran Sasso, Corno Piccolo, parete N, via ‘V.V.R.’, IV e IV+, prima salita.

agosto Francesco Bachetti e Vincenzo Di Gaetano, CAI Teramo: Gran Sasso, Corno Piccolo, Cresta O, Spalla media, parete NE, via ‘dello spazzino’, 100 m., IV, III, prima salita.

settembre Francesco Bachetti e Silvio Verani, C. Arnoni, Felice Di Sante, Giancarlo De Nicola, Attanasio De Felice, tutti CAI Teramo: Gran Sasso, Corno Piccolo, parete N, variante ‘Carmela’ alla Bachetti-Fanesi, 30 m., III, III+, un passaggio V, prima salita.

settembre F. Bachetti, Angelo Passariello, GAT-CAI Teramo: G. Sasso, Corno Piccolo, Cresta O, Spalla Alta, via ‘Umberto Cattani’, 200 m., III, IV e IV+, prima salita.


1970

9 agosto Francesco Bachetti nel corso della spedizione al Munzur, Anatolia, Turchia centro-orientale: Kukul Gadigi (3o8o m) per la parete ovest e la cresta sud, 220 m, II e III, pass. di IV, prima assoluta.

10 agosto Maurizio Calibani e Giuseppe Raggi nel corso della spedizione al Munzur, Anatolia, Turchia centro-orientale: cima 3110 m, per la cresta nord-est, 100 m, II, probabile prima salita.

11 agosto Bernardo Carfagna e G. Tosti slegati nel corso della spedizione al Munzur, Anatolia, Turchia centro-orientale: Ciftergol (Montagna del doppio lago, 3125 m), per il versante ovest, 300 m, II , prima assoluta.

11 agosto Francesco Bachetti e Maurizio Calibani nel corso della spedizione al Munzur, Anatolia, Turchia centro-orientale: Cima dei Camosci (3010 m) per la cresta sud-est, 160 m,I, prima assoluta.

13 agosto Francesco Bachetti e Giuseppe Raggi nel corso della spedizione al Munzur, Anatolia, Turchia centro-orientale: Torre Ascoli (3100) per la spigolo SSO, 125 m, II, pass.III ed uno di IV, prima assoluta.

14 agosto Francesco Bachetti, Murizio Calibani, Bernardo Carfagna nel corso della spedizione al Munzur, Anatolia, Turchia centro-orientale: Sahin Tasi (Pietra del Falco, 3355 m) per la parete ESE, 210 m,III, probabile prima salita.

16 agosto Bernardo Carfagna, Giuseppe Raggi, Giancarlo Tosti nel corso della spedizione al Munzur, Anatolia, Turchia centro-orientale: Gunizer Dag (3150 m), slegati, 165 m,II, pass. III, probabile prima salita.

19 agosto Maurizio Calibani, Giuseppe Raggi, Giancarlo Tosti nel corso della spedizione al Munzur, Anatolia, Turchia centro-orientale: Cima 3270 m per la parete nord e la cresta est, 320 m,III, un pass. IV, probabile prima salita.

6 settembre Francesco Bachetti e Giuseppe Fanesi: Pizzo Intermesoli, Vetta meridionale, parete E, ‘via del Pilastro di sinistra’, 450 m., III+, IV, tratti di V-, prima salita.


1972

9 agosto Francesco Saladini e Pinetta Teodori, nel corso della spedizione “Città di Ascoli” all’Hindu Kush afgano, valle di Mandaras, alla quale partecipano anche Maurizio Calibani, Carlo Fanesi, Giuseppe Fanesi, Peppe Raggi e Giancarlo Tosti: M6, 6138 m., difficoltà medie, prima assoluta.


1973

estate Tiziano Cantalamessa e Stefano Pagnini: Vettore, Pizzo del Diavolo, variante al Camino meridionale, 75 m, IV, passaggi IV+, prima salita.

agosto Francesco Bachetti e Salvatore Spinelli: Vettore, versante SE, Cima di Pretare, 780 m, II, prima salita.

inverno Giuseppe Fanesi, Tiziano Cantalamessa, Stefano Pagnini, Alberico Alesi: Vettore, Cima di Quarto San Lorenzo, versante E, canalone E, 400 m, PD-, prima salita.


1974

6 gennaio Marco Florio, da solo: Monte Vettore, versante E, diretta E alla Cima di Pretare, 1100 m, TD, prima salita.


1975

marzo Tiziano Cantalamessa, Bruno Tosti, Tito Ciarma, Alberto Ciabattoni, Romeo Ercoli, Renato Mancini: Vettore, Pizzo del Diavolo, direttissima al Colletto, prima invernale.

estate Tiziano Cantalamessa e Stefano Pagnini: Gran Sasso, Corno Piccolo, parete E, via ‘Marco Riga’, 250 m., V, passaggi V+, prima salita.

Tiziano Cantalamessa, Stefano Pagnini: Monte Camicia, parete N, via Panza-Marsilii con variante d’uscita, quinta ripetizione.

Giuseppe Fanesi, Alberico Alesi (c.a.): Monte Camicia, parete N, via Panza-Marsilii, settima ripetizione.

22 agosto Alberico Alesi e Salvatore Spinelli - Stefano Pagnini ed Emidio Nardini: Vettore, versante SE, Piramide, via ‘Dany’, 300 m, IV, un passaggio V-, prima salita.


1976

13 febbraioTiziano Cantalamessa e Tito Ciarma: Vettore, versante SE, via ‘Giuliana’, 200 m, V, un passaggio V+, prima salita, prima invernale.

estate Antonio Mari, da solo: Monte Argentella, versante E, 180 m, III, passaggio IV+, prima salita.

Tiziano Cantalamessa, Emidio Nardini, Alberico Alesi, Guido Ciarma, Tito Ciarma, Renzo Peroni: Intermesoli, parete E, via Bachetti-Fanesi al Pilastro di centro, prima ripetizione.

Giuseppe Fanesi, Tiziano Cantalamessa, Salvatore Spinelli: Intermesoli, parete E, via Bachetti-Fanesi al Pilastro di sinistra, prima ripetizione.

Tito Ciarma, Alberico Alesi, Stefano Pagnini: Gran Sasso, Corno Piccolo (Monolito), via Manuela, prima ripetizione.

inverno Tiziano Cantalamessa: Intermesoli, parete E, via Bachetti-Fanesi, prima invernale e prima solitaria.

inverno Tiziano Cantalamessa e Tito Ciarma: Vettore, versante SE, cresta E della Piramide, 1300 m, D-, prima salita.


1977

estate Tiziano Cantalamessa, Bruno Tosti: Gran Sasso, Paretone, via Alessandri al 3° Pilastro, terza ripetizione.


1978

marzo Tiziano Cantalamessa e Bruno Tosti, Giacomo Stipa e Giulio Mazzanti: Vettore, Pizzo del Diavolo, via della fessura alla parete N, prima invernale.

estate Guido Ciarma e Roberto Cantalamessa: Vettore, versante SE, via ‘Isabella’, 180 m, IV+, passaggi V-, prima salita.

Tiziano Cantalamessa, da solo: Vettore, Pizzo del Diavolo, parete E, variante alla via Florio-Calibani, 20 m, III, prima salita.

Tiziano Cantalamessa, Tito Ciarma: Gran Sasso, Paretone, via Aquilotti ’79 al 4° Pilastro, prima ripetizione.


1979

aprile Antonio Mari, G. Eleuteri, Salvatore Mari: Monte Sibilla, versante N, colatoio di centro, imbuto Le Vene, 650 m, AD, prima salita.

estate Tiziano Cantalamessa e Bruno Tosti: Gran Sasso, Corno Piccolo, parete E, via ‘F.I.R.S.T.’, 300 m., IV+, passaggi V, prima salita.

Giuseppe Fanesi, Tito Ciarma, Achille Cardarelli: Gran Sasso, Vetta orientale, parete S, via Pinelli-Ramorino, prima ripetizione.

agosto Tiziano Cantalamessa e Guido Ciarma: Vettore, Pizzo del Diavolo, Punta Cichetti, via ‘del Griso’, 200 m, IV+, passaggio V+, prima salita.

27 dicembre Tiziano Cantalamessa e Alberico Alesi, Bruno Tosti e Giacomo Stipa: Vettore, Piramide, via Dany, prima invernale.

inverno Tonino Mari, Salvatore Mari, G. Eleuteri: Sibillini, versante Nord Sibilla, colatoio di centro, prima salita.


1980

febbraio Antonio Mari, da solo: Vettore, Cima del Lago, parete N, via diretta, 250 m, AD+, prima salita.

estate Emidio Catalucci e Giacomo Stipa: Intermesoli, parete E, via ‘GAP’, 250 m., IV+, passaggi V, prima salita.

Tito Ciarma e Giacomo Stipa: Intermesoli, parete E, ‘via della Mandragola’, 300 m., IV, un passaggio V, prima salita.

Tito Ciarma: Vettore, Pizzo del Diavolo, via direttissima alla parete N, prima solitaria.

Tiziano Cantalamessa e Bruno Tosti: Corno Grande, Vetta Orientale, parete E, via ‘Cantalamessa-Tosti’, 1400 m., IV, passaggi V, prima salita.

Tiziano Cantalamessa, Giuseppe Fanesi: Gran Sasso, Paretone, via del gran diedro, prima ripetizione.

Tonino Mari, Salvatore Mari, Giancarlo Eleuteri: prima discesa del Fosso Le Vene.

Giugno Tito Ciarma, Giuseppe Fanesi e Stefano Pagnini: Intermesoli, parete E, ‘via del bastione’, 350 m. V, un passaggio VI-, prima salita.

15 settembre Antonio Mari: Vettore, Pizzo del Diavolo, via di mezzo alla parete E, prima solitaria.

dicembre Giuseppe Fanesi: Monte Vettore, versante SE, canale diretto alla vetta, AD-, prima salita metà superiore.

Marco Florio, Vettore, via della seconda piramide.


1981

11 gennaio Antonio Mari, S. Mari, O. De Vincentis: Sibillini, Val Tenna, cascata ‘Le Vene’, fino a 4 m dalla fine, 250 m, ED, prima salita.

19 marzo Marco Florio, da solo: Vettore, versante SE, canale diretto alla vetta, 1350 m, AD-, prima salita integrale.

4 aprile (percorso invernale) Marco Florio, Luigi Castelli, Alberto Marfoli, Claudio Sacripanti: Vettore, versante E, diretta per il grande imbuto, 1200 m, AD, prima salita.

11 aprile Marco Florio, Francesco Alessi, Luigi Castelli, Alberto Marfoli, Antonio Palermi, Claudio Sacripanti, Enrico Vallorani: Vettore, versante E, diretta all’antecima N per l’Infernaccio di Pianelle, 1100 m, AD, prima salita.

1 maggio: A. Marfoli, F. Alessi, M. Florio, E. Vallorani, Fed. Alessi: Sibillini, diretta nord all’imbuto le vene, prima salita.

30 maggio Walter Giannelli: Vettore, Pizzo del Diavolo, direttissima alla parete E, prima solitaria.

30 maggio Corrado Giannelli: Vettore, Pizzo del Diavolo, via Florio-Calibani alla parete E, prima solitaria.

Agosto Alberico Alesi, Maurizio Calibani e Giacomo Stipa: Intermesoli, ‘via delle placche’, 250 m., IV, un tratto di V-, prima salita.

4 ottobre Tiziano Cantalamessa, Alberico Alesi, Maurizio Calibani: Pizzo Intermesoli, parete est, ‘via delle placche’, con 2 nuove varianti, di IV e di V, 250 m., IV, un tratto di V-, prima ripetizione.

inverno Tiziano Cantalamessa, Pierpaolo Mazzanti: Intermesoli, Pilastro di destra, via Gizzoni-Marsili, prima invernale.

27 dicembre M. Florio, Francesco Alessi, Luigi Castelli: Vettore, versante SE, cresta delle ammoniti, 1200 m, PD, prima salita.


1982

3 gennaio Marco Florio e Luigi Castelli: Vettore, versante E, diretta N alla Cima di Pretare, 1000 m, D, prima salita.

17 gennaio Marco Florio, Francesco Alessi e Luigi Castelli: Vettore, versante SE, via Bachetti-Spinelli alla Cima di Pretare, prima salita.

17 gennaio Tito Ciarma, Stefano Pagnini, Tiziano Cantalamessa, Giuseppe Fanesi, Alberico Alesi: Vettore, Cima del Lago, canale nord’, 250 m, AD, prima salita.

17 gennaio Emidio Catalucci, Giacomo Stipa, Maurizio Buonamici: Vettore, Cima del redentore, versante E, diretta alla quota 2415, 250 m, D, prima salita.

21 gennaio Emidio Catalucci e Paolo Mazzanti: Vettore, versante SE, via Isabella, prima invernale.

24 gennaio Marco Florio, Francesco Alessi, Luigi Castelli: Vettore, versante E, via ‘Cooperativa Coosport’, 1100 m, AD, prima salita.

31 gennaio Marco Florio, Federico Alessi, Francesco. Alessi, Luigi Castelli, Alberto Marfoli, Antonio Palermi, L. Zunica: Vettore, versante SE, ‘canale del santuario’, 1350 m, PD+, prima salita.

6-7 febbraio 1982 Marco Florio, Antonio Palermi, Luciano Zunica, Alberto Marfoli, Francesco Alessi, Federico Alessi: Gran Sasso, 5a ripetizione della via Jannetta al Paretone.

inverno Tiziano Cantalamessa: Gran Sasso, Paretone, via del IV Pilastro, prima invernale e prima solitaria.

Emidio Catalucci, Pierpaolo Mazzanti: Vettore, versante SE, fascia inferiore, via Isabella, prima invernale.

Aprile Tiziano Cantalamessa, Marcello Ceci: Pizzo Intermesoli, parete Est, Primo Pilastro, La Terza Via, prima salita.

4 aprile Marco Florio, Dario Cannella, Luigi Castelli: Monte Sibilla, versante N, colatoio di sinistra, imbuto Le Vene, 650 m, AD, prima salita.

12 aprile Marco Florio, Dario Cannella, Luigi Castelli, A. Nardinocchi: Vettore, versante E, diretta nord all’anticima est, 1100 m, PD, prima salita.

1982, 10 luglio Antonio Mari, da solo: Vettore, Pizzo del Diavolo, parete E, via ‘Patrizia’, 420 m, IV, un passaggio V-, prima salita.

agosto Pierpaolo Mazzanti, Maurizio Calibani, Marcello Ceci, Emidio Catalucci: Intermesoli, parete E, ‘via gli impianti da Campo Pericoli’, prima salita.

26 luglio Pierpaolo Mazzanti, Marcello Ceci: Vettore, versante SE, ‘spigolo dell’orso’, 200 m, V+, un passaggio VI, prima salita.

31 luglio Giulio Mazzanti e Giacomo Stipa: Vettore, Pizzo del Diavolo, Punta Maria, ‘via il poligono di tiro’, 810 m, IV+, passaggio V, prima salita.

5 settembre Tonino Mari, Maurizio Calibani, Antonio Palermi, Claudio Sacripanti: Vettore, Pizzo del Diavolo: 1a ripetizione della via Patrizia.

26 settembre Tonino Mari, Antonio Palermi: Gran Sasso, II Spalla, prima ripetizione della via del Vecchiaccio.

30 settembre Marco Florio: Monte Camicia, parete Nord, via Marsili-Panza, prima solitaria.

6 dicembre Marco Florio, da solo: Vettore, versante E, diretta est all’anticima nord, 1100 m, AD, prima salita.

inverno T. Cantalamessa: Gran Sasso, Corno Piccolo, parete E, via FIRST, prima invernale, prima solitaria.


1983

inverno Tiziano Cantalamessa, Pierpaolo Mazzanti: Intermesoli, Pilastro di centro, via Amighetti, prima invernale.

13 marzo Antonio Mari, da solo: Monte Zampa, parete N, Canale N, 850 m, AD+, un passaggio IV+, prima salita.

5 Giugno Tiziano Cantalamessa, Marcello Ceci: Gran Sasso, Paretone, ‘via della riforma agraria’, prima salita.

12 giugno Alberico Alesi, G. De Angelis: Vettore, Pizzo del Diavolo, variante alla variante Gigliotti-Marchini allo spigolo Bafile, 50 m, D, prima salita.

19 giugno Corrado e Walter Giannelli: Vettore, versante SE, via ‘Piagge 80’, 200 m, IV, un passaggio V+, prima salita.

30-31 Luglio Tiziano Cantalamessa, Alberico Alesi, Tito Ciarma: Gran Sasso, Paretone, via ‘Martina’, prima salita.

21 agosto Tito Ciarma e Angelo Piciacchia: Vettore, Pizzo del Diavolo, variante alla Direttissima al Colletto, 15 m, IV+, un passaggio V-, prima salita.

28 agosto Corrado Giannelli e Giuliano Giuliani: Vettore, Pizzo del Diavolo, Punta Cichetti, ‘via dell’amor nascosto’, 260 m, IV+, passaggi V e V+, prima salita.

estate Tiziano Cantalamessa, Massimo Marcheggiani: Gran Sasso, Paretone, ‘via la nebbia dal Paretone’, prima salita.

estate Tonino Mari, Dario Cannella, Gran Sasso, Diedro di Mefisto, prima ripetizione.

29 dicembre Alberico Alesi, Tiziano Cantalamessa, Pierpaolo Mazzanti, Maurizio Calibani, Giulio Mazzanti: Sibillini, Monte Argentella, versante E, ‘la retta via’, prima salita.


1984

20 febbraio Antonio Palermi, Claudio Sacripanti: Monti della Laga, valle del Garrafo, prima cascata del rio Saltarello, prima salita.

estate Alberico Alesi, Tiziano Cantalamessa, Emidio Catalucci: Vettore, versante E, fascia superiore, via ‘Daria’ alla Piramide, prima salita.

Tonino Mari, Dario Cannella: Monte Zampa, versante N, via ‘dove osano le aquile’, prima salita.

Antonio Palermi, Pierluigi Marconi, Gran Sasso, Terza Spalla, via Ricomincio da tre, prima ripetizione.

26 Agosto Roberto Cantalamessa, Giulio Mazzanti: Vettore, versante E, fascia inferiore, via ‘dei segni perduti’, prima salita.

Ottobre Franchino Franceschi, Tonino Mari, Ares Tondi: Vettore versante SE, Piramide, via Airlite, prima salita.

inverno Tonino Mari, Dario Cannella: Monte Zampa, versante N, via dove osano le aquile, prima invernale.


1985

13 Gennaio Antonio Mari, Dario Cannella: Sibillini, Val Tenna, cascata ‘delle Vene’, prima salita intregrale.

20 Gennaio Tiziano Cantalamessa, Massimo Marcheggiani: Vettore, versante E, fascia inferiore, via dei segni perduti, prima invernale.

1 Febbraio Tiziano Cantalamessa: Intermesoli, parete E, via Bachetti-Fanesi al Pilastro di sinistra, prima invernale e prima solitaria.

17 Febbraio Alberico Alesi, Dario Nanni, Tiziano Cantalamessa, Maurizio Calibani: Sibillini, Pizzo Acuto, versante N, via ‘carnevale ‘85’, prima salita.

12 Maggio Tonino Mari, Dario Cannella: Monte Zampa, versante N, via ‘dove osano le aquile’, prima salita.

19 Maggio Antonio Palermi, Claudio Sacripanti, Gilberto Sacripanti: Monte Priora, versante S, via ‘l’occhio del ciclope’, prima salita.

estate Antonio Palermi, Claudio Sacripanti ,Monti Gemelli, via Dente del Ciclope, prima salita.

Antonio Palermi, Pierluigi Marconi. M. Vettore, Piramide, via Specchi grigi, prima ripetizione.

Antonio Palermi, Pierluigi Marconi, M. Sibillini, Palazzo Borghese, via Goccia d’acqua, prima ripetizione.

Tiziano Cantalamessa, Alberico Alesi - Antonio Palermi, Tito Ciarma, monte Bove, via Gigliotti Marchini, prima ripetizione.

29 Settembre Antonio Palermi, Antonio Mari, Claudio Sacripanti: Monte Priora, versante S, ‘canale del singhiozzo’, prima salita.

3 Novembre Marcello Ceci, Gaetano Mozzoni, Emidio Catalucci: Intermesoli, parete E, via ‘Alessandra’, prima salita.

24 Dicembre Alberico Alesi, Claudio Sacripanti, Antonio Palermi, Maurizio Calibani: Sibillini, Pizzo Acuto, via ‘erbavoglio’, prima salita.

27 Dicembre Alberico Alesi: Sibillini, M. Argentella versante Est, Il canale d’Argento, prima salita, prima solitaria.


1986

24 gennaio Antonio Mari, Dario Cannella, Sibillini, Val Tenna, cascata del Rio, prima salita.

Aprile Antonio Palermi, Antonio Mari, Claudio Sacripanti, Enrico Vallorani, Dario Cannella: Monte Priora, versante S, via ‘Chi vola vale, chi non vola è un vile’, prima salita.

30 Giugno Tiziano Cantalamessa, Riccardo Bessio, Pierpaolo Mazzanti: Vettore, versante SE, fascia superiore, via ‘specchi grigi’ alla Piramide, prima salita.

Luglio Antonio Mari, Giuliano Cacciatori, Domenico Pistonesi: Sibilla, versante N, ‘via delle due stagioni’, prima salita.

Antonio Mari, Dario Cannella: Vettore, versante SE, ‘via del bivio’, prima salita.

Antonio Mari, Dario Cannella, Antonio Nardini: Vettore, versante SE, via ‘attenti a li pret’, prima salita.

Antonio Mari, Dario Cannella: Vettore, versante SE, ‘via del diedro’, prima salita.

Pierpaolo Mazzanti: Vettore, Fascia Inferiore, via Isabella, Prima solitaria.

Pierpaolo Mazzanti: Vettore, Piramide, via Dany, prima solitaria.

Antonio Mari, Domenico Pistonesi: Monte Zampa, versante N, via ‘senza nome’, prima salita.

Achille Cardarelli, Carletto Angelici, Mimmo Pistonesi, Monte Kenya, Punta Nelion (5188 m), via normale, cresta sud-est.

27 Luglio Tiziano Cantalamessa, Alberico Alesi: Vettore, Pizzo del Diavolo, parete E, ‘Diedro degli Angeli’, prima salita.

31 Luglio Pierpaolo Mazzanti, Marcello Ceci: Gran Sasso, Paretone, via ‘accarezzando la farfalla’, prima salita.

1 Agosto Tiziano Cantalamessa, Alberico Alesi: Vettore, versante SE, fascia superiore, via ‘Pantera Rosa’ alla piramide, prima salita.

4 Agosto Antonio Palermi, Roberto Bernardi, Claudio Sacripanti: Vettore, Pizzo del Diavolo, parete E, ‘via dello spazzacamino’, prima salita.

5 Agosto Tiziano Cantalamessa, Pierpaolo Mazzanti: Vettore, Pizzo del Diavolo, parete E, via ‘col fiasco’, prima salita.

estate A. Palermi, S. Pagnini, Fabio Lattavo: Gran Sasso, Corno Piccolo, parete N, via ‘untitled’, prima salita.

T. Cantalamessa, Massimo Marcheggiani (Roma): Ande Patagoniche, Fitz Roy, via Casarotto, ripetizione.

23 dicembre A. Palermi, Alberico Alesi, Maurizio Calibani, Claudio Sacripanti, Pier Paolo Mazzanti, Monti della Laga, cascata La Liscinella, prima salita.


1987

Gennaio Tonino Mari, Dario Cannella: Monte Zampa, versante N, via dove osano le aquile, prima invernale.

febbraio Antonio Mari, Dario Cannella: Sibillini, Val Tenna, cascata della Cerasa (ramo destro), prima salita.

8 Marzo Alberico Alesi, Maurizio Calibani, Antonio Palermi, Claudio Sacripanti: Monti della Laga, cascata del Fosso di Ortanza, prima salita.

10 marzo Antonio Palermi, Pierluigi Marconi, Walter Di Francesco: Monti della Laga, zona di Selva Grande, cascata ”Trecene bassa”, prima salita.

inverno Tiziano Cantalamessa, Franchino Franceschi: Gran Sasso, Vetta orientale, anticima E, via Alletto-Mario-Caruso, prima invernale.

inverno Tiziano Cantalamessa, Franchino Franceschi: Gran Sasso, Paretone, concatenamento invernale dei 4 Pilastri, prima salita.

Tiziano Cantalamessa, Franchino Franceschi: monte Camicia, parete N. via Panza-Marsilii, seconda ripetizione invernale.

agosto Tiziano Cantalamessa, Franchino Franceschi: Vettore, Pizzo del Diavolo, parete E, via ‘Adriatic big wall’, prima salita.

Pierpaolo Mazzanti: Vettore, Pizzo del Diavolo, via Centrale, prima solitaria.

Tiziano Cantalamessa, Franchino Franceschi: Vettore, Pizzo del Diavolo, parete E, via ‘Paperino e Paperoga’, prima salita.

estate Tiziano Cantalamessa, Franchino Franceschi: Vettore, Pizzo del Diavolo, parete E, ‘via intrepida’, prima salita.

Antonio Palermi, Franchino Franceschi, Antonio Mari, Dario Cannella, Caludio Sacripanti. Sibillini, parete sud della Priora, via Diedro Front. Prima salita.


1988

17 Gennaio Tiziano Cantalamessa, Franchino Franceschi: Pizzo del Diavolo, parete E, via Vagniluca-Cecchini al Castello, prima invernale.

febbraio Antonio Mari, Sibillini, Val Tenna, cascata della Cerasa (ramo sinistro), prima salita

inverno Tiziano Cantalamessa, Franchino Franceschi, Massimo Marcheggiani: Gran Sasso, Paretone, via Martina, prima invernale.

Tiziano Cantalamessa, Franchino Franceschi: Gran Sasso, Paretone, via Cantalamessa-Tosti, prima invernale.

Luglio Pierpaolo Mazzanti: Pizzo del Diavolo, Direttissima alla P. Cichetti, prima solitaria.

Luglio Pierpaolo Mazzanti: Vettore versante SE, Piramide, via Daria, prima solitaria.

estate Stefano Romanucci, Riccardo Bessio, Antonio Palermi, M. Sibillini, Pizzo del Diavolo, via Intrepida, prima ripetizione.

Settembre Tiziano Cantalamessa, Marcello Ceci e Massimo Marcheggiani, nel corso della spedizione nell’ Himalaya indiano alla quale partecipano anche Alberico Alesi, Pierpaolo Mazzanti e Antonio Palermi: Baghirati Karak (m 6702), cima inviolata e prima assoluta per via ‘Keep Himalayas Clean’.

11 dicembre Alberico Alesi e Maurizio Calibani: Monti della Laga, cascate del Fosso del Molinaro, prima salita.

28-29-30 Dicembre Tiziano Cantalamessa, Franchino Franceschi: Gran Sasso, Paretone, concatenamento invernale dei 4 Pilastri (via Alessandri al III, via Pinelli al I, via Jovane Mario al II, via Aquilotti 79 al IV), prima salita.


1989

15 Gennaio Alberico Alesi, Massimo Bollettini, Massimiliano Catani, Maurizio Calibani: cascate della Volpara integrali, prima salita.

15 Gennaio Pierpaolo Mazzanti, Paola Romanucci: Pizzo del Diavolo Est, via col Fiasco, prima invernale.

16-17 Gennaio Tiziano Cantalamessa, Franchino Franceschi, Massimo Marcheggiani: Gran Sasso, Paretone, via Martina, prima invernale.

29 gennaio Alberico Alesi, Massimiliano Catani, Stefano Ardito, Manilio Prignano, Maurizio Calibani: Monti della Laga, cascata della Morricana (al centro).

12 Febbraio Alberico Alesi, Manilio Prignano, Antonio Palermi, Paola Romanucci, Massimo Bollettini, Enrico Vallorani: Monti della Laga, Fosso del Gorzano, cascata grande di Gorzano, prima salita.

inverno Alberico Alesi, Marcello Nardoni, Monti della Laga, cascate del Pelone, prima salita

estate Antonio Mari, Giuliano Cacciatori, Domenico Pistonesi: Sibilla, versante N, ‘via delle due stagioni’, prima salita.

Tiziano Cantalamessa, Massimo Marcheggiani (Roma): Ande Peruviane, Huascaran, parete N, via Casarotto (tentativo).

Franco Cigno, Pietro Spina, Monti Sibillini, Monte Zampa, cascata Alba di Luna, prima salita.

8 dicembre Massimo Bollettini, Ares Tondi, Monti della Laga, Cascata di destra del Gorzano, prima salita.

18 dicembre A. Mari, G. Cacciatori, M.Sibilla, versante nord, 4° torrione (da destra guardando dall’alto), V, un pass. VI ,uno VI+, prima salita e prima invernale.

23 dicembre Roberto Cantalamessa, Riccardo Bessio: Sibillini, Balzo rosso, via ‘l’uomo del carillon’, prima salita, prima invernale.


1990

5 gennaio Antonio Palermi, Paola Romanucci, Alberico Alesi, Cristian Muscelli: Monti della Laga, Valle del Castellano, cascate della Rocchetta, prima salita parziale.

6 gennaio Antonio Palermi, Paola Romanucci, Enrico Vallorani,Giovanni Fusco: Monti della Laga, Valle del Castellano, cascata “la crisalide”, prima salita.

6 gennaio Antonio Palermi, Paola Romanucci, Enrico Vallorani,Giovanni Fusco: Monti della Laga, Valle del Castellano, cascate del Peschio, prima salita.

13 gennaio Paola Romanucci, Antonio Palermi, Enrico Vallorani: Monti della Laga, Valle del Castellano, cascata “fabbrone”, prima salita.

13 Gennaio Antonio Palermi, Massimo Bollettini, Paola Romanucci, Enrico Vallorani, Roberto Bernardi: Monti della Laga, Valle del Castellano, cascata ‘couloir d’argento’, prima salita.

16 Gennaio Alberico Alesi, Massimo Bollettini, Cristian Muscelli, Maurizio Calibani: Monti della Laga, Valle del Castellano, cascata ‘la regina’, prima salita.

28 Gennaio E. Vallorani, Gianni Siliquini: M. della Laga, Fosso della Morricana, cascata ‘Replica’, prima salita.


1991

gennaio Tiziano Cantalamessa, Franco Farina: Monte Camicia, parete N, Fondo della Salsa, cascata ‘la figlia dell’orco’, prima salita.

Franchino Franceschi, monti della Laga, cascata La Martese prima salita in solitaria.

3 febbraio Antonio Palermi, Paola Romanucci, Monti della Laga, cascata la Tignesi, prima salita.

estate Tiziano Cantalamessa, Piergiorgio Esposti: Vettore, Pizzo del Diavolo, Il Castello, via ‘Cantalamessa-Esposti’, prima salita.


1992

Febbraio Tiziano Cantalamessa, Franco Farina, Piergiorgio Esposti: Monte Camicia, parete N, Fondo della Salsa, cascata ‘Valentina’, prima salita.

1 febbraio Antonio Palermi, Paola Romanucci: Monte Camicia, parete N, Fondo della Salsa, cascata ‘Baba Yaga’, prima salita.

inverno Tiziano Cantalamessa, Franchino Franceschi: Gran Sasso, Paretone, diedro di Mefisto, prima invernale.

estate Antonio Palermi, Fabio Lattavo, Pino Sabbatini, Luana Villani: Intermesoli, parete E, via ‘wall’s of Woodoo’, prima salita.

Antonio Palermi, Cristian Muscelli, Fabio Lattavo, Luana Villani: Intermesoli, parete E, via ‘Stentichina e Pantafora’, prima salita.

Tiziano Cantalamessa e suoi clienti: India, Zanskar, salita allo Z2.


1993

28 dicembre Pierluigi Marconi, William Lanza, Sibillini, affluente torrente Lera, cascata “glace verte”, prima salita.


1994

inverno Alberico Alesi, Manilio Prignano, Antonio Palermi, Paola Romanucci, Massimo Bollettini, Enrico Vallorani: Monti della Laga, Fosso del Gorzano, cascata grande di Gorzano, prima salita.

estate Tonino Mari, Giuliano Cacciatori, Sibillini, Monte Zampa, Di Mari in peggio, prima salita.

Antonio Mari, Domenico Pistonesi: Sibillini, Monte Zampa, versante N, via ‘senza nome’, prima salita.

Antonio Palermi, Mauro Calibani, Fabio Lattavo: Gran Sasso, Corno Piccolo, Prima Spalla, via ‘Caprice de dieu’, prima salita.

Alessandro Lupi, Pietro Cardi, Gran Sasso, Corno Piccolo, Prima spalla, via Caprice de Dieu, prima ripetizione.

17 Ottobre Antonio Mari, Domenico Pistonesi, Franchino Franceschi: Monti Sibilla e Zampa, versanti N, ‘via del nonno’, prima salita.


1995

inverno Tiziano Cantalamessa: Monte Camicia, parete N, Fondo della Salsa, cascata ‘bye bye Canada’, prima salita.

Tiziano Cantalamessa, Marco Vallesi, Antonio Palermi, G. Sasso, val Maone, cascata sognando California, prima salita.


1997

Mauro Calibani vince la Coppa Italia di difficoltà.


1999

23 gennaio Guido D’Amico, Ermanno Fortuna, Monte Camicia parete Nord, via Dimitri, prima salita.


2000

agosto-settembre Himalaya: Palermi Antonio e Antonella Balerna sono due dei dodici componenti della spedizione del CAI di Roma sul Cho Oyo (8201 m).


2001

estate Tonino Mari, Dario Cannella: Palazzo Borghese, parete Est, via Accurti-Zannini, prima salita.

Mauro Calibani vince il primo campionato del mondo di boulder e conquista il 2° posto in Coppa del Mondo.


2002

9 febbraio Guido D’Amico, Adriano Olivieri: Palazzo Borghese via Accurti-Zannini, prima invernale.

estate Mauro Calibani vince il Rock Master di boulder di Arco di Trento e si classifica al 2° posto dei Campionati europei; sale a Interprete (Montegallo) con protezioni removibili “Is not always Pasqua” (8b), prima via in Italia di questa difficoltà e in questo stile.

Marco Nardi, Enrico Alberti, Paolo Luzi e Giuseppe Ficcadenti: Africa, Kilimanjaro (5895 m).

Francesco Valente: Ande peruviane, Aconcagua (6962 m). Della spedizione faceva parte anche Massimiliano Catani.


2003

agosto Simone Consorti, Fabio Bucci, Carlo Paci, Sibillini, Pizzo del Diavolo, via Pilato’s crack, prima salita.

Mauro Calibani vince per la seconda volta il Rock Master di boulder di Arco di Trento; sale a Meschia (Roccafluvione) ”Tonino 78”, ad oggi uno dei passaggi di boulder più difficili al mondo (8c).

estate Marco Nardi, Francesco Valente, Mario Salvi: Himalaya: Mutzagata (7560 m).

inverno Guido D’Amico, Adriano Olivieri, M. Sibillini, Infernaccio , cascata Rangerino Ice, prima salita.


2004

8 febbraio Muore a 55 anni Giancarlo Tosti.

agosto Himalaya: Palermi Antonio e Antonella Balerna raggiungono la vetta dello Stock Kangri (6200 m) nella regione del Ladakh.

Stefano Romanucci si reca in Inghilterra dove ripete alcuni passaggi di boulder che risultavano irripetuti.


2007

estate Stefano Romanucci e Adriano Olivieri, Gran Sasso, Corno Piccolo, parete Est, Via del Trapezio, prima salita in libera.

Antonio Palermi, Antonella Balerna, Sibillini, Pizzo del Diavolo, via dello Spazzacamino, prima ripetizione.


2008

agosto Antonio Palermi, Adriano Olivieri, Antonella Balerna, Gran Sasso, Pizzo Intermesoli, via Ferro di Lancia, prima ripetizione.


Corso di Alpinismo Invernale

Il VII Corso di Alpinismo Invernale, organizzato dalla Scuola di Alpinismo e Arrampicata Libera del Piceno, si è concluso sabato. Il Corso è stato frequentato da 19 allievi, sono state effettuate 5 lezioni teoriche e 6 uscite pratiche. L'appuntamento è per il prossimo anno con un'altro corso rivolto a tutti i soci della sezione.

Scripta Manent (articoli in libertà)

Montagna Amica

La sezione Cai di San Benedetto del Tronto in collaborazione con la sezione Cai di Fermo, la sezione Cai di Ascoli Piceno, la Scuola di Scialpinismo del Piceno e la Scuola di Alpinismo e Arrampicata Libera del Piceno, organizza per il giorno 25 Novembre 2011 alle ore 21, 30 presso i locali del Centro Giovani Casa Colonica, via Tedeschi, 1 a San Benedetto del Tronto un incontro dal titolo "MONTAGNA AMICA".

Un incontro aperto a tutti organizzato per promuovere una corretta frequentazione della montagna innevata.

Relatore sarà l’istruttore di alpinismo e scialpinismo Gionni Tiburtini.

SEGUIRANNO LE IMMAGINI DELLO STAGE DI SCIALPINISMO NELLE DOLOMITI DI FANES.

Per informazioni: Club Alpino Italiano Sezione di San Benedetto del Tronto – via Firenze 1 Zona Ischia Grottammare – venerdì ore 21:30 – 23:00.

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Bollettino sezionale n. 9

Siamo al nono numero del bollettino sezionale

E' con grande soddisfazione ed entusiasmo che la sezione porta avanti questa esperienza. Anche in questo numero le iniziative più interessanti affrontate e da affrontare all'interno dell'associazione nelle varie commissioni e che vale la pena far conoscere a tutti i soci e non soci.

In questo numero :
- 2010: consuntivo positivo, auspicio per un buon 2011
- “dueruote….quattroparchi”: analisi di un successo
- "Il mio primo quattromila": relazione sull'attività svolta
- Il convegno regionale di Alpinismo Giovanile tenutosi ad Ascoli
- Diari di Vetta, una nuova rubrica a Radio Ascoli (103,00 mhz)

 

Guida dei Monti Sibillini

I dati contenuti in queste pagine sono presi dal sito http://www.auaa.it

{jumi [alpinismo/guidasibillini1.php][1]}

Tito Zilioli

1934 / 1958

Se alla serata in ricordo di un ventiquattrenne scomparso mezzo secolo fa arrivano, riempiendo la sala o non riuscendo ad entrarci, diecine e diecine di persone, vecchi ma anche giovani, se la Sezione CAI prende l’occasione per solennizzare il cinquantennale della Scuola di alpinismo avviata anche per suo merito, se si piange e si applaude, se c’è un nipote che si presenta orgogliosamente con lo stesso nome, se alla fine ci si lascia a stento, vuol dire che quel ragazzo è significato qualcosa per la città.

Tito ZilioliE, nella specie, per l’alpinismo ad Ascoli.

Tito è un giovane robusto con una pronuncia appena blesa, viso regolare, occhi chiari, aspetto più normanno che latino, tanto che nell’agosto 1955, in tenda con Claudio sulla Maiella, viene scambiato per tedesco nell’osteria di uno di quei paesi distrutti dalla guerra, un equivoco chiarito appena in tempo. L’educazione familiare, il padre è ufficiale dell’esercito, e probabilmente la pratica del mezzofondo in atletica, gli hanno insegnato che la vita va conquistata, che ci si deve porre degli obiettivi e prepararsi per raggiungerli; dunque è serio, riflessivo ma anche deciso, entusiasta quando occorre. “Iscritto a diciannove anni all’Università di Macerata, scrivono gli amici del GAP nell’opuscolo commemorativo della primavera 1958, Tito trova tutto il significato, tutti i limiti della propria vita in Ascoli … ma, in Ascoli, non lo appaga la routine monotona e vuota degli incontri sfaccendati; qualcosa dentro di lui ha bisogno di un impegno maggiore, di un respiro più forte che lo prenda senza lasciare nessuna parte di sé alla sonnolenza e alla pigrizia provinciali … nel Circolo Universitario, di cui è Consigliere, l’incoerenza e l’assenteismo altrui lo fermano senza ferirlo; una via senza zone d’ombra e senza debolezze, se c’è, e dovunque sia, questo gli occorre; la cercherà, o dovrà costruirla; finirà con l’averla.

Intanto, segue i suoi studi con la serietà che mette in tutte le sue cose … il 30 marzo 1958, dopo cinque anni di università, non gli resta che un esame prima della tesi di laurea, già presa per giugno in diritto processuale penale. Con gli amici, degli esami racconta poco, e meno ancora parla di quello che farà dopo: non spreca parole, soltanto quando crede che il suo punto sia giusto lo sostiene fino in fondo, sino a renderne chiari gli ultimi particolari, e convinti gli interlocutori, e prima di tutto se stesso”. Ma non è, anche se riservato, affatto chiuso: subito dopo la sua morte una ragazza cerca Claudio, gli chiede se fossero legati insieme sul Canalino, gli svela commossa che ne era la fidanzata - mentre cinquanta anni, la sera della commemorazione, una diversa e ancora bella signora rivendica d’essere stata lei la corteggiata da Tito, dunque ancora più serio e gentiluomo di quanto lasciasse credere. Comincia ad andare in montagna nel 1953, o almeno è di quell’anno la prima foto che se ne ha, sulla neve della Montagna dei fiori. Nell’inverno 1954 partecipa al corso di sci tenuto per lo Sci-CUP K2 dal maestro Ernst Bertoldi di Bolzano; e lo sci occupa da qui in avanti tutte le sue domeniche invernali portandolo dalla Montagna dei Fiori a Forca Canapine e poi ai Prati di Tivo. Nel gennaio 1955 sale con Francesco Saladini al Vettore per la direttissima e, nell’estate, con lui e Gigi Gaspari al Gran Sasso, prima sul Corno Grande poi sul Piccolo per la Danesi.

Tito ZilioliA luglio e ancora ad agosto 1955 cerca di unirsi a cordate che salgono il Corno Piccolo per la cresta NE, ma non c’è posto per lui: e non perché non sia capace, se nell’autunno ripercorre tutte le vie della palestra ascolana del Dito del diavolo e ve ne apre una nuova. Nella prima estate del 1956 compie in 14 ore di marcia la traversata dei Sibillini da Momtemonaco ad Arquata per le creste della Sibilla e del Redentore; poi torna al Gran Sasso, “questa volta, riporta l’opuscolo, ad arrampicare sul serio”. L’8 luglio, infatti, sale da primo la Ciai-Pasquali con Ignazio Castellani e Claudio Perini e, da secondo, la via dei Triestini; in agosto si lega con Maurizio Calibani: dopo lo spigolo Bafile al Pizzo del Diavolo e il Primo camino a Nord della vetta sul Corno Piccolo, ambedue a comando alternato, è, il 9 settembre, la volta della Crepa.

Tito parte deciso ma, equivocando l’indicazione avuta da Fernando Di Filippo ancora nella parte bassa del Vallone delle cornacchie, punta ad un tetto sulla sinistra del diedro.

Non è la via giusta e le difficoltà superiori che subito incontra dovrebbero indurlo a desistere. Continua invece ad andare su, dieci, dodici metri: il desiderio di affrontare le difficoltà fino a raggiungere il proprio limite, questa molla primaria dell’alpinismo, continua anche quando quel limite è superato: Maurizio, che lo assicura ancora a terra, lo vede d’improvviso volare e precipitargli di schianto vicino, sui massi del Vallone; chiama aiuto, accorrono il dottor Muzii, lo stesso Fernando, altri; fortemente contuso in più punti, forse fratturato, in stato di shock, Tito però questa volta è salvo. Resta immobilizzato a letto per quasi un mese, ma già dopo pochi giorni spera, e scrive, “che sia il fisico che il morale mi permetteranno di ricominciare”. Nell’inverno riprende infatti la consueta attività sciistica e sci-alpinistica, compiendo tra l’altro, con amici di Ascoli e di Teramo, la traversata della Provvidenza da Campo Imperatore alla diga del Chiarino; e nell’estate del 1957 torna gradualmente ad arrampicare cominciando da secondo sulla cresta NE al Corno Piccolo e sulla Direttissima al Colletto del Gran Gendarme sul Pizzo del Diavolo per fare poi da primo la Chiaraviglio.

A luglio, nel corso di un campeggio ai Prati di Tivo con Fernando Di Filippo e altri amici di Teramo, compie diverse salite e tra queste la normale alle Spalle; continua poi da primo col Camino D’Armi alla Punta dei Due, la Ciai-Pasquali e il Primo camino a Nord della vetta: altro Camino d’Armi al Pizzo del Diavolo e ancora al Gran Sasso con la traversata delle tre Vette, la Valeria, la via dei Triestini. L’ultimo scorcio dell’estate lo vede da primo, al Pizzo del Diavolo, sulla direttissima al Colletto del Gran Gendarme: qui Maurizio gli scatta la foto che nel 1960 farà da copertina alla ‘Guida del Monte Vettore’ edita dal Gruppo Alpinisti Piceni con la dedica “a Tito Zilioli, compagno indimenticabile”. Nell’inverno, a gennaio 1958, Tito è con gli sci sulla Sibilla, in una giornata di bufera, e al Vettore traversando poi il Pian Piccolo per raggiungere Forca Canapine.

Guida VettoreTito è tra i giovani che concludendo la festosa e disorganica fase iniziale dell’arrampicamento ascolano avviata da Tullio Pallotta subito dopo la guerra, chiedono alla Sezione CAI di aprirsi all’alpinismo: ora si può cominciare sul serio, c’è un gruppo di primi di cordata abbastanza numeroso per la città, l’entusiasmo non manca, i rapporti avviati con la Sucai Roma garantiscono un minimo di base scientifica e organizzativa; tanto che al rifiuto dell’assemblea dell’11 febbraio 1958 segue immediatamente, il giorno appresso, la costituzione del Gruppo alpinisti piceni; e lui, che tra quei giovani è senza dubbio il più capace tecnicamente – è in realtà il primo ascolano a condurre in montagna su difficoltà superiori - ne è ovviamente il segretario. Per poco più di un mese e mezzo, il tempo per una gita sociale al Vettore in un giorno sereno e freddo di metà febbraio, l’ultima salita dalla quale potrà tornare.

Il 30 marzo 1958 Tito compie con Pinetta Teodori, Claudio Perini e Francesco Saladini, la prima ripetizione invernale della via del canalino al Vettore. E’ con l’emozione della perdita ancora viva che i suoi amici scrivono, per l’opuscolo commemorativo pubblicato dal GAP, il resoconto qui riportato quasi integralmente. “Quando ci troviamo tutti e quattro riuniti per la partenza è ancora notte fonda. Sono appena le tre antimeridiane: orario da ascensione seria. E per noi è molto importante, questa direttissima, una di quelle salite che si mettono in preventivo molto prima, con la quale si può chiudere degnamente una stagione invernale. La piccola macchina ronza sull’asfalto, tuffandosi di tanto in tanto nella bassa nebbia di valle. Parliamo delle cose di ogni giorno col pensiero lassù, alla montagna; le piccozze tintinnano allegramente, sembrano scandire il ritmo della nostra impazienza. Passano case, paesi addormentati sotto una indistruttibile quiete; ai margini del bosco la neve ci arresta, scendiamo: il Vettore ci mostra le sue altezze senza stelle: d’ora in avanti solo il nostro breve coraggio contro la sua immobilità silenziosa. Tito solleva il volto deciso e sereno verso la parete: “Si farà”, dice semplicemente. Sono le cinque. Sul dosso che si inerpica verso la fascia rocciosa il cerchio bianco della torcia elettrica ballonzola tra i giovani abeti del rimboschimento. Vicino, un torrente precipita a valle con fragore continuo; nessuna ha più voglia di parlare, questi momenti sono presi da pensieri ondeggianti, da ricordi, da immagini; per oggetto, la via da affrontare. E’ chiaro che non sarà facile, oggi; tuttavia sarà nostra. Anche ora, come sempre, è soprattutto la coscienza della presenza di Tito, forte e silenziosa, che non lascia alcun dubbio sulla buona riuscita dell’impresa. Lo ha detto lui, la faremo.

TitoLa torcia elettrica non serve già più. E’ giorno, con la luce tutto ritorna alle proporzioni di una realtà chiara ed immutabile. Si individuano i canali, i passaggi, si percorre la via più volte con gli occhi e con la mente. La direttissima è qui davanti a noi, ripida e bianca: la notte non l’ha cancellata per sempre. Nel canale che porta quasi fino all’inizio del colatoio tiriamo fuori le corde, ci leghiamo. L’operazione, benché usuale, restituisce anche adesso, come sempre, ai gesti la solennità di un rito denso di significato: ora le nostre azioni entrano in una dimensione sconosciuta alla vita di tutti i giorni. D’0ra in avanti non ci saranno persone e volontà distinte ma la cordata che le somma e le coordina tutte per ogni attimo della salita; poiché ognuno è indispensabile, ognuno è parte di quel meccanismo che ha bisogno di funzionare in ogni suo elemento per arrivare in cima.

Sotto il primo fronte di roccia ci fermiamo; la neve a ridosso della parete ha formato una profonda trincea nella quale è possibile riunirsi. Parte Tito per la prima tirata affondando e facendosi largo a colpi di piccozza. E’ felice: mentre ‘sfanga’ come uno spazzaneve ride rivolgendoci parole scherzose, poi scompare dietro le rocce, su per il camino ingombro di neve. Da qui, la salita non ci darà respiro. Va su Claudio per la seconda tirata, poi Francesco seguito da Pinetta, che sale senza il minimo impaccio. Comincia a nevicare lentamente, la montagna prende a difendersi. Un sibilo insidioso: alla nostra sinistra una slavina va giù velocemente per il colatoio appena percorso. Poco dopo ne cade un’altra, rombando a cascata per un salto verticale di roccia e perdendosi laggiù, verso valle; anche il vento comincia a levarsi, raffiche ci sferzano da ogni parte avvolgendoci in turbini di neve”.

Nell’imbuto sopra il camino le due cordate si riuniscono, piegano a destra per raggiungere una crestina; Tito, davanti, resta fermo a lungo, senza motivo apparente, a metà di un canale, nella neve fino alle anche; fa freddissimo, è pericoloso aspettare ancora, Francesco lo raggiunge, gli chiede, viene rassicurato, lo supera, Tito quasi subito lo segue: è forse l’avvio della tragedia, ma come saperlo? “Ogni tirata di corda un’ora; ma ormai non piegheremo. Dopo l’ultima, di Tito, una linea indistinta, forse solo un’idea: è la cresta ! Gridiamo il nostro hurrà più forte della tormenta, ci congratuliamo a vicenda, ridendo.

Non è ancora finita: sul crinale, la violenza del vento aumenta, diventa inaudita: le corde gelate che ci uniscono sembrano animarsi, rabbrividire sotto il soffio della bufera. La visibilità è nulla, gli abiti non sono altro che rigide acconciature di cartapesta incrostate di ghiaccio. Pare che la montagna non voglia rassegnarsi; d’un tratto un vento impossibile ci ferma, ci inginocchia; Francesco si volta per prendere fiato, scorge un palmo quadrato di metallo rosso incastrato nella neve, urla, ci raggruppiamo tutti. Sono le diciassette, siamo in vetta.

Dall’inizio della salita sono trascorse dodici ore. La sosta è di pochi secondi. Ci precipitiamo verso la sella, la tormenta diminuisce un po’, raggiungiamo in fretta la terrazza che sovrasta la fonte, tagliamo a destra verso Vettoretto. La visibilità, prima migliorata, diminuisce di nuovo: Tito, da ultimo, rallenta un pò la discesa. A Claudio, che gli chiede se stia male, dice di no, di avere fame. Ci fermiamo, ci raggruppiamo per aprire i sacchi, risponde con qualche difficoltà alle nostre domande asserendo di avere le labbra gonfie per il freddo. Riprendiamo il cammino, prima in piano poi in discesa, senza avere la certezza di stare sulla strada giusta. Infatti, ad una schiarita, vediamo molto sotto di noi il Pian Piccolo. Bisognerà tagliare a sinistra per raggiungere lo stazzo Petrucci. Tito mostra maggiori difficoltà nel camminare; Claudio, che gli è più vicino, lo incita, lo aspetta, infine lo aiuta tirando la corda. Pensiamo ancora che sia stanco.

Alle diciannove, centocinquanta metri di pendio da traversare in diagonale ci separano dallo stazzo. Tito è sempre più spesso fermo, non risponde agli incitamenti, i suoi occhi hanno una fissità strana. Claudio e Francesco lo raggiungono insieme più volte, lo aiutano sostenendolo, cercando di tirarlo. Ma egli chiede che non lo si tiri: “Lasciatemi”, dice, oppure “Che fate? Perché state qui?”. Evidentemente le sue possibilità di intendere e reagire sono molto alterate. Bisogna prenderlo per le braccia, portarlo; data la stanchezza questo è possibile solo per brevi tratti; Francesco gli ha tolto la piccozza, piantandola nella neve: rimarrà lassù. La notte sta scendendo; alle diciannove e trenta siamo a cinquanta metri dallo stazzo, occorre sbrigarsi; se Tito sta male l’unica possibilità di soccorso è a valle.

Adesso, a lasciarlo si abbatte sulla neve, senza conoscenza; Pinetta lo guarda, lo ascolta respirare; è sconvolta e dice con voce rotta che sta per morire. ” E’ lei, con la sua recente laurea in medicina, a rendersene conto per prima: unica donna del gruppo, ha solo qualche esperienza di escursionismo, certo non di ascensioni invernali: ma s’è comportata benissimo sin qui e ora regge la parte che la tragedia le assegna. “Lo trasciniamo ancora; infine siamo allo stazzo, a quota 2053 di Prato Pulito; qui si può adagiarlo sulla neve; il respiro è affannoso, intermittente, gli occhi non vedono più; intorno è buio, neve, freddo. Ci facciamo intorno a lui cercando di massaggiarlo, di scaldarlo in qualche modo. Francesco chiede a Pinetta di sentirlo ancora; si china: “Non respira”, dice. Ne ascolta il cuore, il polso.

Si rialza. E’ finito. Sono circa le venti del 30 marzo 1958. ” I compagni gli legano una corda intorno ai piedi, lo trascinano così, nel buio della notte, sino alla base del canale, lo lasciano dove la neve termina, a 1400 metri circa; portarne il corpo a spalla è impensabile. “Gli poniamo il suo sacco sotto la testa. Non c’è altro da fare. Scendiamo a Pretare, alle 22,30 siamo in paese. L’ascensione è terminata. Per Tito si concluderà l’indomani mattina, quando sette uomini della valle ed un Carabiniere lo porteranno steso su una barella di frasche nella chiesa del cimitero e sarà per tutti, e soltanto, un uomo di montagna, caduto in montagna”.

Insieme alla sua passione per la montagna, all’essere stato in un periodo cruciale il più capace del gruppo, all’avere svolto un ruolo primario nella nascita ad Ascoli dell’alpinismo come fatto sociale, sono certamente le qualità umane di Tito ed infine la tragedia che lo uccide, la prima, che scuote una città ancora ignara della bellezza e del rischio di uno sport tanto amato da divenire scelta di vita e di morte, a far si che mezzo secolo dopo la sala della libreria Rinascita si riempia di commozione e di applausi.

Come poche volte accade; come accade quando si ricordano i migliori.

Francesco Saladini


Fotografie

  1. 1956 - Tito Zilioli durante la traversata Montemonaco-Arquata
  2. 1956 - Tito Zilioli (Vene Rosse, Montagna dei Fiori)
  3. 1968 - Guida del monte Vettore realizzata dal GAP. In copertina Tito sulla Direttissima al Colletto
  4. 1956 - Tito sulla prima tirata della via dei Triestini (G. Sasso)