Alpinismo

Claudio Perini

1933 / 2008

perini e i fratelli saladiniAntifascista d’istinto, comunista e libero-pensatore per tradizione di famiglia, sempre fermamente convinto delle proprie ragioni, irridente coi potenti, compagno sincero nel vino ma anche, sono pochi a saperlo, poeta riconosciuto, a suo agio nel mondo ‘bene’ come sulle aie degli anni ’50 alla ‘raccolta del grano’ per il PCI, imprenditore capace, audace, osteggiato, benvoluto dai dipendenti, politico ‘di base’ per tutta la vita, entusiasta e ostinato secondo il miglior costume dei Perini, Claudio è scomparso senza rumore, lui che non era mai stanco di farne per o contro qualche idea o qualcuno o semplicemente per allegria.

Alpinista di quell’alpinismo di mezzo secolo che come la goliardia dell’UGI era ‘cultura e intelligenza’ cioé letture, discussioni, organizzazione ma pure voglia, gioia e attuazione concreta del salire, non ha fatto della montagna una scelta di vita ma l’ha armonizzata con le passioni cui è stato coerente dagli anni giovani nei quali l’abbiamo conosciuto ad oggi, lasciandola anche a lungo ma senza mai dimenticarla.

 

perini e florio sulla via centraleUna attività, in quegli anni, di prim’ordine: dal luglio 1951, quando esplora coi due Saladini il versante Nord del Pizzo del Diavolo, alla ‘spedizione’ RAI del gennaio 1954 a Castelluccio isolato dalla neve, dal campeggio 1955 alla Maiella con Tito Zilioli, che segue nel ’56 sulle Fiamme di Pietra al Corno Piccolo, al Corso di roccia della Sucai-Roma che supera nel 1957 e al GAP del quale è tra i fondatori il 12 febbraio ’58, intanto prendendo e lasciando università e sindacato in un continuo fermento di idee e tentativi; subito dopo, il 30 marzo ’58, ripete nella bufera con Tito, Pinetta e Francesco, la via del canalino al Vettore, vede morire lungo la discesa il compagno più forte ma non si ferma, il 24 agosto apre con Maurizio la prima via in montagna di ascolani, la GAP alla punta Maria; nell’autunno dello stesso anno è istruttore al Corso di roccia che darà vita alla Scuola di alpinismo celebrata da questo opuscolo, sale altre ‘prime’ nel 1959, d’estate la ‘centrale’alla Est del Pizzo con Maurizio e la ‘via della fessura’ sulla Nord con Francesco, d’inverno la cresta di Galluccio; nel 1960 lavora col GAP alla ‘guida del Monte Vettore’ e passa in montagna pressoché ogni giorno libero di quel decennio restando istruttore della Scuola fino al 1977.

L’abbiamo visto da ultimo preparando a marzo 2008 la serata per Tito, a luglio non è venuto al Gran Sasso per il raduno ‘vecchie glorie’ perché aveva, ha detto, ‘qualche impiccio’, ma di fronte alle tentazioni, rispuntate nell’occasione, di graduare la bravura alpinistica avrebbe certamente ribadito di non volere saperne perché ‘noi in montagna siamo andati sempre e solo per divertimento’: che è quanto di meglio si può dire, alla fine, di ogni alpinismo.

Francesco e Maurizio


Fotografie

  1. 1951 - Claudio a sinistra e i fratelli Saladini sulla cima del Pizzo del Diavolo
  2. 1958 - Claudio Perini assicura Marco Florio durante l’esplorazione della “Centrale” sulla Est del Pizzo del Diavolo