Gli itinerari di questo libro

L’area del Monte Ceresa è abitata dall’uomo da secoli. Il territorio era, perciò, ricco di sentieri molti dei quali sono stati  ormai riassorbiti dall’ambiente. Una parte, di essi, in particolare quelli che nelle vecchie carte dell’ IGM (Istituto Geografico Militare) erano riportati come “mulattiere”, quindi larghi e importanti, sono stati trasformati in strade. La parte restante costituisce la rete sentieristica che questo libro descrive e propone agli escursionisti che sanno apprezzare la riscoperta di luoghi dove la presenza dell’uomo e del suo lavoro è stata forte per secoli.

Le relazioni tecniche
I termini destra e sinistra sono riferiti alla direzione di marcia, salvo quando viene diversamente specificato; i tempi dati all’interno delle relazioni sono tempi parziali, quindi calcolati a partire dal tempo immediatamente precedente, e naturalmente non tengono conto delle soste. Il tempo dato all’inizio (tempo salita, tempo discesa) ha una certa elasticità (1.30-1.45 ore, 5-6 ore) che tiene conto del diverso ritmo di camminata dell’escursionista medio, mentre il dislivello è definito “complessivo”, quando nel corso dell’escursione si incontrano sali-scendi notevoli che comportano la somma di più dislivelli per ottenere quello effettivamente superato.

La segnaletica
DSC2197_optLa segnaletica degli itinerari è quella di tipo internazionale adottata dal Club Alpino Italiano. Essa consiste sostanzialmente nei seguenti elementi: piccole cataste di pietrame (ometti), segnali bianco-rossi realizzati su sassi, alberi (“segnaletica orizzontale”); ci sono poi le tabelle indicatrici o informative in legno montate su pali infissi. Quest’ultimo tipo di segnaletica, denominata  “verticale”, è completata dalle ‘capannine’, o ‘bacheche’, sono poste in prossimità dei rifugi e contengono  informazioni generali e planimetrie d’insieme.
E’ importante sapere che la segnaletica, pur essendo oggetto di periodica manutenzione da parte dei Comuni, può venire a mancare in taluni punti (anche strategici) del percorso. Ciò accade a volte a causa di vandalismo irresponsabile, altre per via del dissenso che alcune categorie di frequentatori della montagna vogliono esprimere in modo “visibile“, ed infine per la presenza di equini e bovini che, nei luoghi di pascolo, sono soliti usare le tabelle come piacevoli “grattatoi”.
Per questo motivo le descrizioni sono sufficientemente particolareggiate da permettere di percorrere gli itinerari anche in assenza di segnali.

Come comportarsi
• Non lasciare rifiuti, neanche di tipo organico, con particolare attenzione ai punti in cui di solito si sosta. Vi sono bucce che impiegano anni a degradarsi ed inoltre tale tipo di rifiuto squilibra la dieta di volatili e mammiferi.
• Raccogliete i rifiuti lasciati in giro da altri: pesano poco, ma è un notevole contributo alla pulizia dell’ambiente.
• Non gridare inutilmente e non provocare forti rumori: oltre a disturbare gli altri, eliminerete qualsiasi probabilità di incontrare animali... vipere escluse, le quali sono notoriamente sorde.
• Evitare di costituire gruppi troppo numerosi: all’occorrenza è meglio frazionarsi in gruppi di 20 persone al massimo. Si comunica meglio con i compagni d’escursione, si evitano rumori e confusione, così come l’“effetto assemblea” ogni volta che i vostri accompagnatori vorranno comunicarvi qualcosa.
• Non andare in montagna con intento predatorio; lasciate i fiori e le bacche dove sono; non raccogliete funghi se non siete autorizzati: non dimenticate che essi costituiscono una delle poche risorse economiche dei montanari.

Classificazione delle difficoltà
Negli itinerari proposti si è fatto riferimento alla classificazione in uso a livello nazionale da parte del Club Alpino Italiano solo delle difficoltà escursionistiche, con lievi adattamenti alla situazione appenninica.
T = Turistico
Itinerari brevi su stradine o comodi sentieri che non pongono problemi di orientamento.
E = Escursionistico
Itinerari che si svolgono su sentieri o su terreno privo di sentiero ma con tracce evidenti, con o senza segnalazioni (terreno non problematico). Possono svolgersi nei boschi (purché il sentiero sia evidente) o su pendii ripidi. Possono avere singoli passaggi su roccette non esposte. Richiedono un certo senso di  orientamento, una certa esperienza e conoscenza del terreno montagnoso, allenamento alla camminata, calzature ed equipaggiamento adeguati. Costituiscono la maggior parte dei percorsi escursionistici sulle montagne italiane.
EE = Escursionisti esperti
Itinerari segnalati o no che implicano una capacità di muoversi su terreni particolari. Sentieri o tracce su terreno impervio e infido (pendii ripidi e/o scivolosi di erba o misti di rocce ed erba, o di rocce e detriti). Terreno vario (pietraie, brevi nevai non ripidi, boschi senza sentiero). Tratti rocciosi con lievi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minore impegno). Necessitano: esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente montano; passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguate. Per i percorsi attrezzati è inoltre necessario conoscere l’uso dei dispositivi di autoassicurazione (moschettoni, dissipatore, imbracatura e cordini).
EEA = Escursionisti esperti, con attrezzature
Si tratta di alcuni percorsi attrezzati o vie ferrate che richiedono l’uso dei dispositivi di assicurazione.