Aspetti faunistici

In funzione della morfologia locale, il territorio in esame è caratterizzato da una densa copertura forestale che varia con l’altitudine e che localmente viene interrotta da imponenti rupi, pascoli e campi coltivati.
In tale contesto la fauna trova un ambiente adatto per l’alimentazione e per il rifugio, e a conferma di ciò si segnala la presenza di importanti specie come l’istrice (Hystrix cristata) ed il lupo (Canis lupus) che notoriamente esigono condizioni ambientali di elevata naturalità e di ridotto disturbo.
Al pari, la potenzialità del comparto forestale è idonea ad ospitare il gatto selvatico (Felis sylvestris), la puzzola (Mustela putorius) e addirittura la martora (Martes martes) di cui però, a causa della carenza di studi mirati,  non è accertata la presenza. Si ritrovano poi altri Mustelidi come il tasso (Meles meles), la donnola (Mustela nivaalis) e la faina (Martes foina) che per certi versi tollerano maggiormente la presenza diretta ed indiretta dell’uomo, ma anche Roditori come lo scoiattolo comune (Sciurus vulgaris), il quercino (Eliomys quercinus) ed il ghiro (Glis glis).
Passando all’ordine degli Artiodattili, mammiferi di dimensioni medie o grandi con arti provvisti di 4 dita (il primo è rudimentale o assente, il terzo e il quarto sono rivestiti da 2 unghioni distinti in forma di zoccoli, mentre il secondo e il quinto sono rivolti all’indietro e non toccano il suolo), si annovera la presenza del cinghiale (Sus scrofa) e di un cervide il cui optimum ecologico è rappresentato da territori di pianura, collina e montagna con innevamento scarso e poco prolungato, nei quali si sviluppa un mosaico ad elevato indice di ecotono caratterizzato dalla continua alternanza di ambienti aperti con vegetazione erbacea e boschi di latifoglie: il capriolo (Capreulus capreulus).
Estremamente interessante è la fauna ornitica che qui è rappresentata da specie ad elevato valore naturalistico come: il falco pellegrino (Falco peregrinus), lanario (Falco biarmicus) e pecchiaiolo (Pernis apivorus) che frequentano le rupi tra Monte Ceresa e Poggio Rocchetta, l’Aquila reale (Aquila chrysaetos) che probabilmente in risposta al disturbo arrecato sui Monti Sibillini, presenta ben tre siti di nidificazione sulle inaccessibili pareti di arenaria che sovrastano la zona Capo di Rigo – Peracchia, ed il falco di palude (Circus aeruginosus) che nelle sue migrazioni verso aree di svernamento spesso trova nella zona tra Monte Ceresa e Passo di Galluccio un buon sito di sosta.
Nelle impervie gole del torrente Fluvione non è esclusa la presenza del gufo reale (Bufo bufo) e ad arricchire l’elenco della fauna ornitica si rilevano l’allocco (Strix aluco), il gheppio (Falco tinninculus) con il suo caratteristico volo “a Spirito Santo”, il cuculo (Cuculus canorus) indomito ladro di nidi, l’upupa (Upupa epops), il picchio verde (Picus viridis), il picchio rosso minore e maggiore (Dendrocopos minor) (Dendrocopos major) , il brillante martin pescatore (Alcedo atthis), la ghiandaia (Garullus glandarius) e molti altri uccelli altrettanto interessanti.
Per i rettili si rileva la presenza della vipera comune (Vipera aspis), del biacco (Hierophis viridiflavus), del saettone (Zamenis longissimus) e del colubro liscio (Coronella austriaca).
Infine, per confermare l’elevato pregio naturalistico di questo territorio che contribuisce in maniera significativa alla biobiversità locale, si segnalano le importanti presenze di anfibi come il tritone punteggiato (Triturus vulgaris), il tritone crestato italiano (Triturus carnifex), l’ululone appenninico (Bombina pachypus), la rana appenninica (Rana italica) e la rana verde (Rana kl. Ispanica/Rana berberi).