DOMENICA 12 MAGGIO: TIZIANO DAY : PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA(Escursione accompagnata a cura della Sezione CAI Ascoli) Anello Galluccio – Pian Pecorelle - Monte Ceresa – Rigo – Galluccio

Dopo varie proposte abbiamo indirizzato la nostra scelta sull’area del Ceresa, per valorizzare e apprezzare il lavoro di pulitura e segnatura dei sentieri svolto dalla Cooperativa di Comunità del Ceresa, attiva su quattro Comuni colpiti dal sisma: Arquata del Tronto, Acquasanta Terme, Roccafluvione, Montegallo.  Ma anche perché è una zona molto cara alla nostra Sezione: qui, agli inizi degli anni 2000 è nata l’esperienza dell’Appennino perduto, che poi ha ispirato il Festival dell’Appennino. Qui, molti cari amici di Tiziano hanno speso tempo ed energie per rendere fruibile questa zona pedemontana sconosciuta, con un importante lavoro di ripristino della rete sentieristica e con la realizzazione di una guida e di una carta escursionistica, ancora oggi preziosi per la scoperta di un territorio di sorprendente bellezza.

 

 

Sentiero della Memoria

Dedicato a tutti i Partigiani che sui sentieri di montagna hanno sacrificato la loro vita, per la libertà.

Si ringrazia per il loro contributo:

  • Luciano Carosi
  • Fabrizio Catalucci
  • Iolanda Ciabattoni
  • Vincenzo Morganti
  • Elvira Romanucci
  • Silvio Scalabroni
  • foto di William Scalabroni e Marco Morganti
  • progetto grafico di Mariella Stefoni e Roberta Cavezzi
  • Scarica il volume in formato pdf qui

 


Indice del libro

“Ascolta attentamente, e soprattutto
ricordati che le storie vere devono
essere raccontate, tenerle per se è
come tradirle

(Israel Baal Sem Tov)

Sentiero della Memoria

E' disponibile, presso la sede, il volume intitolato "Sentiero della Memoria". Il libro, dedicato a tutti i Partigiani che sui sentieri di montagna hanno sacrificato la loro vita, per la libertà; ripercorre i fatti accaduti sul Colle San Marco nel lontano 3 ottobre 1943 quando alcuni giovani ascolani furono uccisi dai nazisti e ne ripercorre le tracce lungo un sentiero corredato da cartina e relazione.

Ulteriori informazioni qui

 

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Alcuni fatti intorno a quel tragico giorno

3 ottobre 1943
Alcuni fatti intorno a quel tragico giorno

E' possibile scaricare il file pdf con il racconto di Wiliam Scalabroni e Marco Morganti sui fatti del 3 ottobre 1943.

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Descrizione itinerario

Descrizione itinerario

tracciato del persorso descritto
  • Dislivello: 280 m
  • Tempo ore: 1.45
  • Difficoltà: E
  • Segnaletica: Bacheca descrittiva alla partenza e arrivo, lungo il percorso paletti il legno con indicazioni di percorrenza e distanza con vernice bianca e rossa.
  • Rilievi Carta IGMI Ediz. 5 1: 25.000 Foglio 133 Ascoli - 134 Giulianova

Monumento ai partigiani, dove inizia il sentiero Casa della famiglia Di Liborio (Picc Rusce). Finestra della camera dove Carlo Grifi fu ucciso. Prima caciara che s’incontra lungo il sentiero. Sullo sfondo il Monte Vettore Da qui ha inizio il sentiero ...
Da Ascoli Piceno si prende la strada provinciale SP76 e si sale fino al Colle San Marco (m 704), altipiano calcareo di travertino che sovrasta la città sul lato sud, una località coperta da boschi misti di castagni, querce, noccioli, ciliegi e una varietà diversa di fiori e arbusti. Il tragitto è di circa 11 Km, e prima dell’ultima curva che immette sul pianoro si giunge al monumento dei caduti per la Resistenza foto 1 che sale costeggiando, per un breve tratto boschivo, il fosso Grancaso in direzione sud/ovest per raggiungere poi in pochi minuti una strada brecciata in prossimità della casa detta di "Picc Rusce. Si transita sulla strada brecciata per circa 300 m, poi si taglia per un vecchio sentiero sulla destra, netto e di facile percorrenza, che si snoda tra muri in pietra a secco. Salendo, sulla destra s’incontra una prima "caciara parzialmente diroccata.

Vecchio acquedotto che serviva ascoli alcuni anni fà. Seconda caciara, atipica in quanto fornita di una sorta di Dromos come ingresso. La quercia dove si devia per addentrarsi Terza caciara dove per l’ultima volta Uno dei tanti muri a secco. Dopo 10 minuti di cammino si giunge ad uno slargo dove c’è il serbatoio del vecchio acquedotto che serviva la città a quota m 772. Proseguendo sul tracciato comodo e largo si ha modo di osservare sulla sinistra di chi sale muri a secco di pietra di travertino, testimonianza di terreni preparati per coltivazioni conservazione che sovrasta detti muri. Dopo circa 1000 m dallo slargo del serbatoio si devia di netto dal sentiero verso sinistra, in direzione sud/est per un breve tratto fino ad incontrare una grossa quercia. Ora bisogna prendere il sentiero che si trova di fronte alla quercia e che s’inoltra dentro il bosco in direzione sud/est. Si sale per oltre 500 m fino ad incontrare un sentiero trasversale. Qui, andando verso est, alla nostra sinistra, si andrebbe verso il Colle di Lisciano, ma noi dobbiamo andare alla nostra destra, verso sud/ovest. Lungo il cammino, dopo circa 400 m, a quota m 834, si passa accanto ad una terza "caciara, quella che è stata luogo di riparo dei partigiani Serafino Cellini e Alessandro Panichi. Ora in questa zona la vegetazione è abbastanza fitta, ma si notano ancora i muri a secco, costruiti con sapienza e fatica, che servivano ad ottenere terrazzamenti per la coltivazione e che ci fanno capire quanto potesse essere faticoso il lavoro nei piccoli appezzamenti in montagna.

La variegata e fitta vegetazione Quarta caciara, una delle più grandi che Il verde prato della Piana di Vene Rosse La vecchia croce,  Il nostro sentiero prosegue salendo tra vegetazioni variegate, ginestre, ciliegi, pini e fiori. 916, si giunge ad una quarta "caciara" in ottimo stato di conservazione e molto più grande delle altre incontrate. In questo punto s’incrocia una pista vecchia. Si prosegue andando verso destra direzione sud fino ad arrivare ad una piana (Pian rann) che si attraversa andando in direzione est. Dopo aver attraversato un tratto di bosco si giunge ad una croce di legno (di recente sostituita). Questo è un punto di riferimento inserito nelle carte IGM, è Monte Vena Rossa, e siamo giunti a quota di m 948. Dalla partenza abbiamo percorso 3150 m impiegando circa 1 h e 45’.

Vista panoramica, dall’appostamento Cippo che ricorda l’uccisione dei partigiani del 3 ottobre 1943, in prossimità della SP76 per S. Giacomo. Da qui, per raggiungere il cippo in memoria dei caduti per la Libertà, che si trova in prossimità della SP76, si va verso sud/ovest attraversando la piana per ca. 700 m, quindi si risale un promontorio (luogo strategico ottimale dove avvenne l’appostamento della mitragliatrice dei partigiani a 984m), da cui, in belle giornate, si possono ammirare con una visuale a 360° eccezionale sia il mare, sia le montagne circostanti, sia le valli del Tronto e del Salinello. Riscendendo dal promontorio si incontra, tra i pini, un’ultima "caciara che fu luogo di ricovero di tutti i partigiani e gli inglesi che passarono in quella zona, poi, seguendo la carrareccia molto ben visibile, che costeggia la base del monte Giammatura ... si giunge al cippo che ricorda l’uccisione dei Partigiani di quel fatidico giorno 3 ottobre 1943, in prossimità della SP76 che collega Colle San Marco con San Giacomo.

Marco Morganti

Testo della canzone

Testo della canzone “Camerata Richard”

Camerata Richard, benvenuto.
Posa il sacco si scivola bada,
il nemico
è al di là della strada...
...parla piano già t’hanno veduto.
Ventun anni,
la stessa mia classe...
...questo vedi è il mio primo bambino...
e tu sei fidanzato a Berlino
e abitate alla Krausenstrasse?
Se mia madre a quest’ora pensasse
che ho trovato un amico vicino...!
Camerati d’una guerra,
camerati d’una sorte,
chi divide pane e morte,
non si scioglie sulla terra!
Camerati d’una guerra,
camerati d’una sorte,
chi divide pane e morte,
più nessun lo scioglierà!...
Camerata Richard, tre minuti...
...due minuti...un minuto...
si attacca!
...c’è il mio nome cucito alla giacca.
pronti? fuori!
che il cielo ci aiuti!
Camerata Richard, come canta
la mitraglia di quella piazzola...
Tieni a mente Salvetti Nicola,
Vico Mezzocannone, cinquanta.
Oggi tutta la terra si schianta,
ma noi due siamo un anima sola.
Camerati d’una guerra,
camerati d’una sorte,
chi divide pane e morte,
non si scioglie sulla Terra!
Camerati, fuori il passo,
sulla strada della gloria
coglieremo la vittoria
per la nostra libertà.

(Ruccione - De Torres - Simeoni)

Presentazione

stemma della provincia di Ascoli PicenoProvincia di Ascoli Piceno
Medaglia d’oro al Valore Militare per attività partigiana

Un sentiero per ritrovare la memoria offuscata dall’oblio di ciò che non può essere dimenticato è quanto mai necessario. D’altra parte la memoria è un sentiero da ripercorrere per scoprire nuovamente le radici ed il nostro senso di appartenenza alla comunità.

La memoria è anche terreno fertile fatto di valori saldi e condivisi sui quali far crescere idee e speranze per il futuro del nostro paese.

Non va tenuta da parte, non va distinta dal progresso e dalla velocità con la quale viaggia la conoscenza nel XXI secolo.

Essa è la capacità di rileggere il presente attraverso la consapevolezza delle difficoltà e dei successi necessari per portare a compimento una società giusta e solidale.

La memoria storica di quegli anni, di quegli uomini, di quegli eventi che ci hanno restituito la libertà, rappresenta la base della convivenza civile e l’antifascismo, probabilmente, rappresenta ancora oggi l’unica esperienza collettiva costitutiva della democrazia italiana, che trova nella nostra Costituzione

Repubblicana la sua più grande ed attuale eredità.

Per questo la memoria, resta il punto di partenza del rinnovamento del nostro paese e di tutta l’Europa unita.

Proviamo a ripartire da sentieri come questo.

Il Presidente della Provincia di Ascoli Piceno
Massimo Rossi


stemma del CAIClub Alpino Italiano
Sezione Ascoli Piceno

La scorsa estate sulla stampa nazionale è apparso un interessante dibattito a seguito di una brillante iniziativa presa da quattro giovani.

La loro idea è stata quella creare una banca della memoria formata da video della durata di dieci minuti dove, senza fronzoli né domande, una persona anziana racconta un episodio della sua vita che lo ha particolarmente colpito, nella gioia e nella sofferenza: guerra, cibo, lavoro, amore. Così, girando l’Italia, la caccia dei quattro ragazzi al tesoro dei più anziani - la memoria - ha portato in poco tempo a raccogliere oltre tremila interviste che sono visibili sul web in un apposito sito. Guardando i filmati risulta evidente come anche semplici episodi vissuti da singole persone siano stati condizionati dai fatti della grande storia ed assumano di conseguenza un significato collettivo.

Le riflessioni che sono scaturite dalla conoscenza dell’iniziativa - e che sono buone per commentare anche il lavoro fatto da William Scalabroni e Marco Morganti con “Il sentiero della memoria” - riguardano proprio le conseguenze della perdita della memoria a cui stiamo assistendo nella società odierna che, dominata da un frenetico presente, sembra avere perso interesse per quei valori che vengono dalla storia, facendo rifluire l’attenzione più sugli interessi individuali che su quelli generali.

Le conseguenze sono gravi anche perché si assiste inermi alla cancellazione di principi universali come: legalità, verità, coerenza, primato dell’interesse pubblico su quello privato.

Da qui la sensazione che l’opinione pubblica sia rimasta senza voce, cioè sia formata da tante convinzioni espresse da ciascuno di noi senza raggiungere più una visione comune.

Il “sentiero della memoria” vuole essere un’alternativa a tale situazione presentando i tragici avvenimenti accaduti a Colle S.Marco il 3 ottobre 1943 attraverso i ricordi personali di chi ne è stato testimone.

Ciò che successe quel giorno è legato anche all’accadimento di un altro evento straordinario: la potente scossa di terremoto che al mattino colpì il territorio, alla quale sono stati associati i fatti vissuti in quel momento e li hanno resi nitidi nella memoria. Per fare un paragone con un avvenimento più recente, tutti noi ricorderemo sempre ciò che stavamo facendo l’11 settembre 2001.

Il modo poi attraverso il quale Scalabroni e Morganti presentano quelle vicende è avvincente e riprende una particolare tecnica utilizzata da scrittori e registi, cioè quella di raccontare un episodio accaduto attraverso le esperienze vissute da ciascuno dei protagonisti, riportando ogni volta indietro l’orologio del tempo.

Chissà, ci potrebbero essere ancora altre persone che possono rivelare come abbiano vissuto quel mattino del 3 ottobre 1943.

Come presidente della Sezione CAI di Ascoli Piceno desidero evidenziare anche il significato che per noi riveste l’altra parola presente nel titolo - sentiero -, perché proprio a Colle San Marco di recente il principale sentiero che attraversa il territorio è stato brutalmente interrotto con una recinzione, ignorando tutto ciò che esso rappresenta per la nostra comunità.

Eppure, percorrendolo, il sentiero trasmette non solo nozioni storiche ed ambientali ma anche emozioni. Da questo punto di vista il “sentiero della memoria” ricorda i “sentieri della pace” dolomitici nati di recente come trasformazione dei sentieri storici sui luoghi della Grande Guerra con l’intento di recuperare non solo la memoria dei tragici fatti del passato ma anche di diffonderei valori universali di pace e di libertà.

Il Presidente del CAI di Ascoli Piceno
Ing. Franco Laganà


Associazione Nazionale
Partigiani d’Iitalia

In nome dell’intero Comitato Provinciale Piceno dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e mio personale esprimo il più sentito ringraziamento al Partigiano William Scalabroni e al sig. Marco Morganti per la pubblicazione de "il sentiero della memoria" a ricordo di alcuni fatti avvenuti il 3 ottobre sul Colle San Marco.

La loro lettura mi ha fatto rivivere anche la mia storia dalla sera del 17 settembre al 3 ottobre ‘43, soprattutto il ricordo di essere riuscito con altri quattordici Compagni a sottrarmi dal fuoco dei tedeschi provenienti da Ripe di Civitella e il ricordo di quei dieci Partigiani che non riuscirono a continuare la fuga e che furono accerchiati e presi prigionieri, e poi fucilati il 5 ottobre a Cerqueto e a Pagliericcio di Civitella.

La figura del giovane Carlo Grifi che a Meschia di Roccafluvione si prodigò nell’assistenza agli ebrei (l’intera famiglia ebrea ascolana Cingoli-Fuà), agli ex prigionieri alleati e Partigiani e nel servizio medico dei feriti e dei malati coadiuvando il Dott. Domenico Farace, medico ospite nella vicina frazione di Abetito di Montegallo.

Inoltre il giovane Carlo Grifi fu richiesto dal Comandante Spartaco Perini per eguale assistenza ai numerosi Partigiani del Colle San Marco, ove si recò alla fine del mese di settembre.

Forte straziante è la figura della donna che nel paese di Castel Trosino implorò in ginocchio, gridando e piangendo, abbracciandone gli stivali, un ufficiale tedesco per chiedere la liberazione del marito che era tra i prigionieri del Colle San Marco, ottenendola, il prigioniero era il padre dell’ex Assessore alla regione Vallesi Gino.

Il Presidente dell’ANPI di Ascoli Piceno
Tito Alessandrini

Ringraziamenti

 Dedicato a tutti i Partigiani
che sui sentieri di montagna
hanno sacrificato la loro vita,
per la libertà.

 

Si ringrazia per il loro contributo:
Luciano Carosi
Fabrizio Catalucci
Iolanda Ciabattoni
Vincenzo Morganti
Elvira Romanucci
Silvio Scalabroni