Le nostre montagne

1° Concorso fotografico:" Le nostre montagne"

Sno aperte le iscrizioni per il primo concorso fotografico organizzato dalla nostra Sezione.
Il concorso, che ha per tema "Le nostre montagne", è aperto a tutti i soci della sezione in regola con il tesseramento. Ogni socio può inviare fino a 5 fotografie.
Al termine del concorso, le immagini saranno pubblicate sul sito e potranno essere votate da tutti i visitatori. Oltre la valutazione online ci sarà una giuria di professionisti che darà un proprio giudizio. Le 12 migliori foto andranno a comporre il calendario 2016 della Sezione metre la prima classificata verrà sarà la copertina.
Chi si vuole iscrivere può cliccare su Concorso 2016 e seguire le istruzioni.
Il regolamento può essere scaricato al seguente indirizzo Regolamento. In bocca al lupo!

CAI E ANPI, ASSIEME SUL SENTIERO DELLA MEMORIA

Domenica 4 Ottobre, con il patrocinio dell'ANPI provinciale, il CAI organizza una escursione lungo il Sentiero della Memoria, tracciato storico della resistenza partigiana. Questo appuntamento annuale è un'occasione preziosa, specie per i giovani, di conoscere le radici ascolane della democrazia e di ascoltare, dalla voce di un protagonista di quei giorni, il racconto delle gesta di coloro che combatterono valorosamente e morirono per la libertà del nostro Paese. Ci ritroveremo alle ore 9 a Colle San Marco, presso il Monumento ai Partigiani, per ripercorrere assieme il Sentiero della Memoria che, su iniziativa del CAI, è stato posto con l'intera rete sentieristica sotto la tutela dal futuro Piano regolatore. Visiteremo anche la Caciara dei Partigiani, recentemente restaurata grazie all'opera generosa di alcuni cittadini. Dopo, si potrà pranzare insieme al Rifugio Paci, con un gustoso menu al costo di €15.

E' indispensabile la prenotazione presso la sede del CAI il mercoledì e il venerdì precedenti, dalle ore 19 alle ore 20. Informazioni a 073645158 in orario di apertura della sede. I non soci debbono necessariamente attivare l'assicurazione per la giornata, al costo di €7.

Doppio appuntamento sulla Salaria

In occasione del Trekking “Sui passi di S. Bernardino da Siena”
2-3-4 ottobre 2015

Due interessanti incontri sono stati organizzati dalla Sezione aquilana in occasione del trekking tra Lazio e Abruzzo “Sui passi di S. Bernardino da Siena”, predisposto dalla Sezione di Spoleto in collaborazione con Antrodoco e L’Aquila, quando si percorreranno alcune tappe degli itinerari inseriti nella guida “Salaria quattro regioni senza confini”: il 2 ottobre da Cittaducale ad Antrodoco, il 3 ottobre da Sella di Corno a Villagrande di Tornimparte ed il 4 ottobre da Lucoli di Tornimparte a L’Aquila.

Sabato 3 ottobre alle ore 18,00 a Tornimparte, presso il Centro Culturale di Villagrande, ci sarà la presentazione della guida della “Salaria quattro regioni senza confini” e la visita ai magnifici affreschi di Saturnino de' Gatti in San Panfilo.

Domenica 4 ottobre alle ore 15,00 a L’Aquila, presso l’Auditorium del Parco, la guida sarà nuovamente presentata nell’ambito del Festival della Montagna.
E' prevista la visita alla basilica di San Bernardino, appena restaurata.

Per informazioni: Franco (3345941184)

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Sentieri e Salaria a Trevinatura 2015

Nel programma della manifestazione Trevinatura 2015 sul turismo naturalistico che si svolgerà nella cittadina umbra nel periodo 25-27 settembre, sono previsti due momenti d’interesse anche per la nostra Sezione: sabato 26 settembre si svolgerà il convegno “Umbria e Sentieri – Il Catasto sentieri volano per lo sviluppo di un turismo naturalistico”. Organizzato dal CAI Gruppo Regionale Umbria sulla falsariga dell’incontro di Amatrice avvenuto lo scorso 5 settembre , il convegno vedrà nuovamente la presenza del presidente Generale Umberto Martini e di Piergiorgio Oliveti in qualità di moderatore.

A seguire, domenica 27 settembre, nell’ambito del tema “Scienza, Giornalismo e Natura” dedicato alla presentazione di iniziative editoriali, il CAI sarà rappresentato da Enzo Cori e Franco Laganà che hanno curato rispettivamente le pubblicazioni “Umbria: le più belle escursioni” e “Salaria, quattro regioni senza confini”. Per informazioni: http://www.trevinatura.eu/ e http://www.umbriacai.it/.

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Convegno Nazionale sull'Escursionismo

Le nostre attività in programma per la Settimana Nazionale dell'Escursionismo con i Gruppi Regionali di Marche e Umbria del CAI:

Da venerdì 26 giugno a lunedì 29 giugno 2015 si terrà la XVII Settimana Nazionale dell’Escursionismo, nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. L’evento, organizzato dal Gruppo Regionale Marche OTTO Escursionismo Marche e dal Gruppo Regionale Umbria OTTO Escursionismo Umbria, è un importante appuntamento che richiama escursionisti ed appassionati provenienti da tutta Italia e che coinvolge tutte le sezioni del Club Alpino Italiano.

Nel programma anche due incantevoli escursioni proposte dalla Commissione Escursionismo della nostra sezione:

MONTE CATRIA 9 e 10 MAGGIO

Per l’iniziativa “Sentieri dello Spirito” trascorreremo un fine settimana nel Parco del Monte Catria, visitando antichi monasteri e abbazie, percorrendo spettacolari sentieri e, ovviamente, degustando le specialità gastronomiche del luogo.

Partiremo la mattina di sabato 9 maggio, per giungere a Montelago (AN), dove inizieremo la prima delle due escursioni in programma, che ci porterà sulle vette del Monte Strega passando per il Monte La Penna: escursione ad anello, in buona parte su una panoramica cresta, relativamente breve da permetterci la visita del Monastero di Fonte Avellana e delle Abbazie di Sitria e Congiuntoli in giornata.

A Chiaserna, dove pernotteremo, ci aspetterà una degustazione dei prodotti dell’azienda agricola Poveromo e a seguire, dopo una doccia, una cena preparata dalla stessa azienda agricola.

La domenica partiremo di buonora per un’appagante escursione sui monti Acuto e Catria, che ci darà modo di vedere profili montuosi a noi inusuali: Monte San Vicino, Monte Nerone, Monte Cucco, Sassi Simone e Simoncello, Monte Carpegna e lo skyline dei “nostri” Sibillini visti da Nord.

Chiusura iscrizioni: mercoledì 6 maggio.

Maggiori informazioni nell'allegato:

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IL CAI CON IL NEPAL


Condividiamo l'appello alla solidarietà in forma diretta, senza intermediazioni, dell'alpinista Fausto De Stefani a sostegno della struttura scolastica realizzata a Kirtipur (vicino alla capitale Kathmandu), ora trasformata in un un prezioso punto di assistenza per i terremotati e soprattutto per i bambini, dove la Fondazione Senza Frontiere è impegnata a procurare assistenza medica, generi di prima necessità e 10.000 pasti caldi.

PARCO DEI SIBILLINI – COLLEGIO DELLE GUIDE ALPINE: UNA CONVENZIONE SBAGLIATA

Il Parco nazionale dei Sibillini informa di aver stipulato un accordo con il Collegio regionale delle Guide Alpine per la pratica sostenibile delle attività alpinistiche, a tutela del ripopolamento del camoscio appenninico e con particolare riferimento ad aree sensibili come il Monte Bove. Questo, malgrado una richiesta ufficiale del CAI Marche e Umbria di istituire un tavolo consultivo già previsto da un protocollo di collaborazione siglato ben 14 anni fa dal CAI e dal Parco.

L’accordo impegna il Parco “a riconoscere il Collegio quale referente tecnico ufficiale in materia di attività alpinistiche” (art.3), con la precisazione che esse includono "le attività di alpinismo, di arrampicata, di bouldering, escursionistiche, sci-escursionistiche, sci-alpinistiche, ciclo escursionistiche (mountain bike), speleologiche, torrentistiche e dei parchi acrobatici, comprese le attivita a queste collegate, svolte in modo autonomo o in accompagnamento, a livello professionale e non, in qualsiasi stagione e su qualsiasi terreno, ivi compresi terreni innevati e non, roccia, ghiaccio e media montagna" (art.2).

E’ evidente che, secondo la Direzione del Parco, esiste un unico soggetto competente e possibile referente in materia di attività in ambiente montano. Esiste un unico soggetto titolato a collaborare con il Parco al fine di garantire la compatibilità delle sopraddette attività alpinistiche con la tutela dell’ecosistema montano, la formazione di una coscienza ambientale e la promozione di un alpinismo di tipo tradizionale e sostenibile.

Non siamo d’accordo. Invitiamo il Parco dei Sibillini a prendere atto che il Club Alpino Italiano, fondato nel 1863 ed eretto a ente pubblico con legge dello Stato n.91 del 1963, “ha per iscopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale” (art.1 Statuto CAI), trae sua forza rappresentativa da oltre 315.000 soci e quasi 500 sezioni (di cui circa 3740 soci e 14 sezioni nelle Marche) e fonda la sua attività volontaristica sui principi di tutela e promozione dell’ambiente montano, nonchè della sua frequentazione su basi di responsabilità, consapevolezza e autoformazione.

Ci appare grave che la Direzione del Parco abbia ignorato il nostro ruolo istituzionale e disatteso il nostro patrimonio ultracentenario di competenze, di esperienza e di tradizione. Un patrimonio collettivo e capillarmente diffuso nel corpo sociale, basato sul puro volontariato, sulla passione e sulla conoscenza della montagna. Un patrimonio che in più occasioni abbiamo messo a disposizione del Parco, con la nostra opera di segnatura e mappatura dei sentieri, con interventi pubblici a supporto della tutela degli ecosistemi interni al Parco.

Ricordiamo che il Parco dei Sibillini deve per larga parte la sua stessa istituzione alle battaglie ambientaliste della Sezione CAI di Ascoli Piceno (suggeriamo al Direttore la lettura di “Sibillini, storia di un Parco”, a cura di Marcello Nardoni, edito dalla Sezione del CAI di AP).

Ricordiamo che la scoperta alpinistica e la divulgazione del territorio dei Sibillini è in consistente misura dovuto a soci del CAI che, sin dagli anni Trenta dello scorso secolo, dal precursore Angelo Maurizi fino agli alpinisti del CAI dell'Aquila, Macerata, Ascoli, Perugia, Roma, vi hanno aperto vie alpinistiche. Ricordiamo che i Sibillini ed il Parco debbono la loro notorietà anche alle numerose pubblicazioni del CAI (prima guida dei Sibillini del 1983) e della Società Editrice Ricerche, fondata e gestita da soci di Ascoli Piceno che hanno esplorato, censito e divulgato itinerari escursionistici e salite alpinistiche.

Ricordiamo che da sempre il CAI coniuga nelle proprie attività la tutela dell’ambiente montano e la formazione alla sua frequentazione consapevole e autonoma. Con una costante e capillare opera sul territorio, attraverso corsi di base e avanzati, programmi sezionali di attività in ambiente e iniziative culturali, titolati CAI e soci esperti contribuiscono ad un costante processo formativo dei cittadini di ogni età, incrementando e condividendo un bagaglio pluridecennale di conoscenze tecniche e culturali. In tal modo, la frequentazione consapevole e rispettosa diventa essa stessa il più efficace presidio di tutela e valorizzazione del territorio montano.

A fronte delle gravi dimenticanze ad opera della Direzione del Parco, il “contentino” dell’art.5 della convenzione (“Sono fatti salvi gli accordi stipulati dal Parco - o che verranno stipulati - con altri soggetti in materia di attività in montagna, con particolare riferimento al CAI e alle Guide del Parco; in questi casi, il Collegio si impegna a stabilire un rapporto collaborativo anche con tali soggetti fermo restando il suo ruolo di indirizzo tecnico generale in tema di attività in montagna") suona vuoto, se non ironico, laddove si preoccupa – più che di individuare un vero ambito di competenze del Sodalizio – di riconfermare l’investitura "fiduciaria" esclusiva al Collegio delle Guide.

Un pessimo esempio di amministrazione, che nega in un sol colpo i principi cardine dell’ordinamento e dello stesso Statuto del Parco, che incentivano la leale cooperazione tra amministrazioni e corpi sociali e la partecipazione attiva ai processi decisionali.

Spiace constatare come il Parco abbia perso l’occasione preziosa di inaugurare un nuovo metodo partecipato, coerente con detti principi, che consentirebbe di elaborare le più efficaci modalità di frequentazione del territorio, non escluse le restrizioni di attività antropiche funzionali al rispetto degli ecosistemi e delle loro vulnerabilità. Un vero peccato, perchè mettere in rapporto gerarchico - e non paritario e collaborativo - i soggetti coinvolti a vario titolo nella fruizione e nella tutela del territorio montano, genera soltanto inefficienza e conflittualità. E la Direzione di un Parco nazionale, tutto questo, dovrebbe saperlo.

Paola Romanucci, Presidente della Sezione CAI di AP

L'ACQUA DEL PARCO E' IN PERICOLO

Per meglio comprendere la filosofia del Piano Regolatore degli Acquedotti adottato dalla Regione Marche, ricorreremo ad una metafora. 
Immaginiamo un padre di famiglia che, per i propri figli, scegliesse la migliore acqua esistente, un'acqua dalle proprietà oligo-minerali che li farà crescere sani e robusti; e che per essa spendesse una somma consistente, perché sempre più rara. Immaginiamo che i suoi figli, viziati ed incoscienti, sprechino quest'acqua e ne chiedano sempre di più.
Il capofamiglia si troverà davanti a due scelte. La prima e più immediata è di acquistare più acqua per accontentare i figli, alzando il relativo budget. La seconda è di insegnare loro come utilizzare nel modo migliore il bene prezioso, imponendo loro regole precise per il suo utilizzo e, così, mantenendo immutata la spesa.
Fuori di metafora, con il Piano Regolatore degli Acquedotti 2025/2050 la Regione Marche ha scelto la prima, scellerata, soluzione: aumentare il prelievo delle preziose sorgenti montane. A conclusione di accurate analisi di dati e di statistiche, lo studio preliminare del Piano conclude che le risorse idriche sono in diminuzione e che la ricarica delle falde acquifere, a causa delle variazioni climatiche, è in progressivo calo.
Tuttavia, in palese contraddizione con tali premesse, la soluzione proposta della Regione è di assecondare passivamente la tendenza all’aumento del fabbisogno idro-potabile per persona (da 350 a 400 l/giorno !), aumentando la captazione delle preziose sorgenti delle nostre montagne, elemento vitale per il mantenimento di interi ecosistemi, all’interno di un Parco Nazionale che dell'acqua fa il suo biglietto da visita.

Gli interventi previsti dal Piano a carico dei Monti Sibillini sono i seguenti:

sul fiume Nera (sorgenti nel Comune di Castelsantangelo), un aumento dagli attuali 150 litri/secondo a ben 550.
Sul fiume Tenna (sorgenti a Capotenna, Comune di Montefortino), un raddoppio dagli attuali 95 a 190 litri/secondo.
Un aumento di 100 l/s sull'acquedotto di Capodacqua di Arquata, più altri 150 da sorgenti minori.

Quanto all'ingente quantitativo già captato dall'Aso (Foce di Montemonaco), il Parco sta difendendo la portata sorgentizia mediante un confronto sul Deflusso Minimo Vitale, che garantisce la stessa sopravvivenza del corso d’acqua.
A tutela di risorse preziose e vitali in naturale diminuzione, dalla Regione Marche ci aspettiamo e pretendiamo una decisa inversione di tendenza, rispetto alla politica di “mungitura” della montagna degli ultimi 50 anni. Ci aspettiamo la promozione delle reti duali, almeno nelle aree industriali. Ci aspettiamo che l'edilizia abitativa sia orientata al recupero di acque piovane. Ci aspettiamo l'abbattimento sostanziale delle perdite in rete, ben al di sotto della inaccettabile misura del 20%. Ci aspettiamo che il Piano degli Acquedotti diventi l’occasione per proiettare il territorio in un futuro in cui amministratori e cittadini siano alleati nel consumo consapevole dell’ “oro blu”.
Per questi motivi, le sottoscritte associazioni sollecitano la Regione Marche ad un drastico ripensamento del Piano in itinere e all’accoglimento di tutte le soluzioni necessarie e idonee alla salvaguardia degli inestimabili beni comuni rappresentati dalla risorsa idrica e dell’ambiente montano, che da essa dipende.

Sezione C.A.I. di AP
Circolo Legambiente di AP
Sezione Italia Nostra di AP

Montagna senza barriere

UNA GIORNATA DA NON DIMENTICARE

Il 6 luglio si è svolta la tredicesima edizione di “Montagna senza barriere”: un’iniziativa nata più di un decennio fa dalla volontà di Giovanni Ficerai – conosciuto come “Gianni 37” ; una volontà trasformata in realtà insieme ad alcuni amici che della montagna hanno fatto la loro passione.

In particolare, è con Tonino che si sono tracciate le prime linee del disegno che oggi vede diverse associazioni cooperare e più di cento persone stare insieme un’intera giornata.

Ma qual è lo spirito di tutto ciò? Semplicemente, di stare assieme per aiutare gli amici con disabilità dove, da soli, non potrebbero andare. “Montagna senza barriere” non è soltanto un gesto di volontariato o un comune impegno associativo. E' diventato una rimpatriata tra amici, un momento di unione, un “noi” fatto di persone che trascorrono in allegria e in mezzo alla natura alcune ore, che “accompagnano” altri amici su terreni per loro nuovi e inusuali.